mercoledì 11 luglio 2012

Gallicano: il quadro politico dopo le elezioni per l'UA

Le recenti elezioni dell'UA di Gallicano nel Lazio hanno destato molto fervore politico. In un momento in cui l'antipolitica galoppa a ritmi alquanto sostenuti, è sembrata assai pleonastica la presentazione di ben 4 liste. Ma andiamo a vedere cosa è successo. La lista n.1, candidato presidente Antonio Calarese, presidente uscente, ha vinto le elezioni, riconfermando la presidenza con circa 5 voti di scarto sulla lista n.4, candidato presidente D'Offizi Antonio che aveva l'appoggio ufficiale del Partito Democratico di Gallicano. Le altre due liste, lista n.2 candidato presidente Macchia Stefano e lista n.3 candidato presidente Ciamei Andrea, erano tutte e due di estrazione "centrodestra"... più destra che centro. A ben guardare, quello che in pochi hanno analizzato, ma che mi risalta agli occhi è che nulla è cambiato dagli asseti politici di Gallicano, e pergiunta dell'UA. Un tempo il PCI vinceva all'UA e la DC faceva cappotto in consiglio comunale. La destra era perennemente "esclusa" dall'agone politico gallicanese, eccezion fatta per una breve parentesi, quasi una meteora.Un partito è fatto dai militanti, ma anche dagli elettori e dai sostenitori. Il Partito Democratico di Gallicano, che dovrebbe promanare dal vecchio PCI, ha perso la carica ideologica originaria, facendo posto ad altre concezioni politiche quali quelle del vecchio centrosinistra della prima repubblica, possiamo definirla una social-democrazia-cristiana. Mentre invece, la lista di Antonio Calarese ha mantenuto la verve (e l'elettorato) dell'ormai defunto PCI che, però, a ben guardare, tanto defunto non è visto che, tra i più votati per le elezioni dell'UA, in assoluto compaiono due candidati proprio dela lista Calarese. Ne esce fuori una destra che dovrà ripensare alcuni assetti organizzativi. Spaccata fondamentalmente in due liste, il voto ha rappresentato un chiaro segnale da parte degli elettori. Le 81 preferenze della lista n.2 appoggiata dal PDL contro le 103 della lista n.3 di Andrea Ciamei, sono da ascrivere ad un chiaro messaggio: esiste una destra, ufficiale, rappresentata in consiglio comunale, che però evidentemente rappresenta "il vecchio". Esiste una "nuova" area di destra che riscuote interesse proprio perché slegata da quelle logiche di partito, rigide ed indiscutibili, che dopo un po' stancano. Il quadro mi pare chiaro. Esiste un centro-sinistra, rappresentato dall'attuale PD e maggioranza in consiglio comunale, una sinistra rappresentata dal gruppo di Antonio Calarese, un PDL che dovrà giocoforza ridiscutere assetti e strategie ed una "nuova destra", probabilmente più a destra del PDL che riscuote simpatie e rappresenta una novità. Con questo quadro si aprono i giuochi per la corsa alle comunali dell'anno prossimo. Il taglio del nastro lo ha fatto Marcello Accordino, attuale vicesindaco, con la lettera indirizzata al PD. Ma questa è un'altra storia, di cui tratterò.