giovedì 14 febbraio 2013

Alcune considerazioni circa il mio impegno politico a Gallicano nel Lazio

Tutti gli articoli scritti in questo blog sono spesso presi da Internet, altri sono originali, altri ancora sono solo di servizio. Tutti quanti hanno in comune una sola cosa. Mettere sempre in discussione, me stesso e gli altri. Sarà per la mia formazione accademica, sarà che ho potuto imparare da VERI professori del calibro di Emilio Gentile, Luigi Gambino, Gianfranco Lami, Gabriella Cotta, Fulco Lanchester, Paolo Simoncelli e tanti altri che ho avuto l'onore di conoscere nel mio percorso di studi. Sarà che sono cresciuto in una famiglia in cui il lavoro e l'onestà, intellettuale e materiale, hanno sempre avuto il primato su ogni altra ambizione.
Sarà che in famiglia sento parlare di politica dall'età di 5 anni, per questo nella mia libreria a 14 anni c'erano gli scritti di Adam Smith, poi quelli di Marx, passando per il testamento spirituale di Costante Degan. Cosa avrei potuto trovare nell'agone politico italiano di più vicino e rispondente alle mie idee? Quasi nulla. Quando ebbi 19 anni scelsi di partecipare attivamente. Il mio cammino di fede cattolica mi ha portato ad avvicinarmi al Family Day del 2005, all'associazione Identità Cristiana, all'Osservatorio Droga. Gallicano era sempre lì. Era il paese di cui parlavo nei temi che ci davano da svolgere alle elementari, era il paese di cui tutti mi chiedevano dove fosse, tanto nascosto ed altrettanto orgolgioso ne ero io nel parlarne. Poi un giorno ti contatta il vice sindaco di quel paese per proporti di collaborare con lui e candidarti nella lista che vedrà lui candidato sindaco alle elezioni comunali prossime. 10 anni di politica sono tanti, ma non abbastanza per accorgermi subito che qualcosa c'era sotto. E infatti, c'era! Sempre grazie a quella famiglia di cui ho parlato e grazie agli amici, avevo capito che non poteva esserci collaborazione alcuna. Collaborazione per cosa? Per difendere l'indifendibile di un paese abbandonato a se stesso? Per fare una campagna elettorale in cui sarei stato accusato di complicità in una gestione personalistica del comune? Per ottenere qualche piatto di lenticchie? Oppure per accontentarmi di qualche prebenda politica per essere poi ricattato? Non devo la mia preparazione accademica, tantomeno politica, a queste persone. Non vendo la mia libertà e la mia onestà intellettuale, tantomeno non rinnego il mio credo, non ho mai fatto e mai farò politica per prendere per il culo la gente! Per questo ho scelto di aderire al Comitato per Gallicano. Un gruppo messo in piedi insieme ad altri amici, prima di tutto amici, con i quali la politica non c'entra nulla. Governare un paese significa provvedere ai bisogni di quel paese. Una parola che mi ricorda mio nonno, quando per "governare" le galline spesso dimenticava anche di mangiare lui. E allora bando alle ciance! Chi vuole insultarmi, chi tenta di distruggermi, chi vorrebbe farmi vacillare da questo impegno che ho preso con la massima serietà e gravità (perché molto grave è la situazione di Gallicano), può farlo pubblicamente. Su questo blog trova i miei contatti ed ogni mio riferimento. Sono ovunque possiate e vogliate raggiungermi. Le chiacchiere da bar le lascio a certa fauna che, per viltà o per tornaconto, non vuole cambiare; le lascio a gente che non ha sangue nelle vene, o non ne ha abbastanza per poter affermare, come me, di ESSERE ORGOGLIOSAMENTE GALLICANESE.