mercoledì 13 febbraio 2013

RACCORDO BIS: comincia tutto con il silenzio . Ma non è meglio adeguare il trasporto pubblico agli standard europei?

Una strada a sei corsie che taglia la zona sud di Roma: da Fiano – San Cesareo a Tor dè Cenci. Una sorta di Gra bis ma con pedaggio. Un tracciato che corre parallelo per un tratto all’anello del raccordo anulare per collegare velocemente l’autostrada Milano – Napoli con il terminal internazionale di Fiumicino, bypassando il Gra.
“L’asse attraversa parchi come la Riserva di Decima – Malafede che ha un insediamento produttivo di agricoltura biologica, l’Appia Antica, le aree San Marco e Fontana Candida del vino Frascati Doc e Frascati superiore Docg e i terreni di Fioranello e Divino Amore, zona di pascolo per la produzione del pecorino romano Dop. La super strada è uno scempio poiché taglierà violentemente queste zone”, attaccano i Verdi del Lazio.
Il progetto non è fantasia. Lo scorso 12 luglio si è tenuta la seconda conferenza dei servizi al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il piano è ambizioso tanto che al tavolo sono stati coinvolti 38 soggetti tra i quali tre dicasteri (Trasporti, Beni culturali e Ambiente), otto comuni, Regione Lazio e Provincia di Roma, l’Aeronautica militare, l’Autorità bacino del Tevere e i vertici del parco regionale dell’Appia Antica. Oltre, ovviamente, a chi la nuova bretella autostradale l’ha promossa. Un’opera voluta da Roma Intermodale, il consorzio creato da Aeroporti di Roma, Anas e Agenzia Roma servizi per la mobilità. L’imponente infrastruttura venne inserita nel 2008 tra le cento opere da realizzare dall’allora governo Berlusconi.
La Comunità Europea decise di cofinanziarla nel giugno del 2009. L’ultimo passaggio, oggi con l’apertura dei tavoli tecnici che saranno chiusi a dicembre quando si concluderà la fase di concertazione. Nel 2013 partirà la gara d’appalto. E i lavori dovrebbero partire nel gennaio del 2016 per concludersi dopo tre anni.

“Risorse che potrebbero essere destinate a rafforzare il trasporto pubblico su ferro – sottolineano Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi in Regione e Ferdinando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio – E invece non c’è alcuna ipotesi di potenziare i mezzi di utilizzo collettivo. È un’idea di sviluppo del secolo scorso. Chiaro è che asfalto chiama gomma e quindi avremo ancora più macchine in circolazione con tutte le nefaste conseguenze che ne derivano”.
Secondo i Verdi, si delinea un quadro completo con il corridoio Tirrenico nord che trasforma l’Aurelia in un’autostrada, i container che si vogliono far arrivare da Civitavecchia su gomma, il tanto discusso corridoio della RomaLatina e il raddoppio dell’hub di Fiumicino con un milione e mezzo di metri cubi di edilizia residenziale. La direzione scelta sarebbe quella del trasporto privato e non pubblico.
Le ipotesi al vaglio sono tre, sarebbe stata scelta la terza che è poi quella che passa più esterna al Gra. Sono previsti sei snodi all’altezza di Tor dè Cenci, di Laurentina, di AnagninaTuscolana, dell’A1 RomaNapoli, della Casilina e dell’A1 FianoSan Cesareo. Sono nove i chilometri di gallerie: l’autostrada si interra nei tratti di Castel di Leva per 200 metri, dell’Appia Antica per altri 200 metri, di Fioranello per 5.640 metri e di AnagninaRomanina per 2.660 metri. In trincea invece vengono percorsi circa 8,5 chilometri.
Dodici i comuni interessati: Ciampino, Marino, Frascati, Zagarolo, Grottaferrata, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Colonna, Zagarolo, San Cesareo e Gallicano nel Lazio.
Cinque i municipi attraversati dalla super strada: VIII, X, XII, XIII, XV.