domenica 21 luglio 2013

La villa romana e la centrale a biogas «No alla centrale a biogas vicino ai resti di Gabii»


Uno dei siti archeologici tra i più importanti al mondo rischia di diventare «il triangolo della monnezza»: per scongiurare questa sciagurata eventualità, dalle ceneri del comitato «Salviamo villa Adriana», è nato Sarà, acronimo di Sviluppo dell'agro romano antico. Che dopo l'annuncio del sindaco di Gallicano, che vorrebbe creare una centrale a biogas nella tenuta di Passerano, è pronto a dare battaglia per tutelare tutta l'area antica che si trova compresa tra la via Prenestina e la via Tiburtina.
«Con il comitato per villa Adriana - spiega Urbano Barberini, uno dei promotori - abbiamo scongiurato che a pochi passi dalla residenza dell'imperatore romano venisse costruita una discarica: il Fai, Italia nostra, Franca Valeri, e tante altre associazioni, hanno combattuto per evitare che la scelta scellerata della giunta Polverini venisse messa in atto. Ma non è bastato a far capire ai nostri amministratori che questa terra va tutelata: la centrale dovrebbe bruciare 50 mila tonnellate di rifiuti organici al giorno, non in una zona degradata, ma a due passi dalla straordinaria città romana di Gabii, dove è stata scoperta la villa di Tarquinio il superbo. Inaudito». Gli amministratori locali di solito giustificano certe decisioni considerando le possibilità di sviluppo economico del territorio: ma secondo il comitato, la vera crescita sta nella scelta di puntare sulla vocazione turistico archeologica dell'area, che potrebbe portare ricchezza e benessere, esattamente come accade all'estero. Nella Valle della Loira in Francia, ad esempio, la tutela del patrimonio culturale ha portato a record di visite ai Castelli: 94 milioni di pernottamenti all'anno, 15 milioni di turisti, 800-900 milioni di fatturato all'anno. L'area intorno a Tivoli è 100 volte più importante, ma senza un progetto di sviluppo sostenibile, sottolinea il comitato, rischia di perdere valore nel tempo: villa Adriana è uno dei pochi siti Unesco del mondo che ha un calo di visitatori, la tomba dei Plauzi, nascosta da un muro, è lasciata nel degrado. Come se ne esce? «Il concerto di Capossela di lunedì prossimo a villa Adriana, dopo la cancellazione del festival da parte della Polverini, è un segnale importante - spiega ancora Barberini - Significa che l'interesse di Zingaretti e dell'assessore Ravera alla Regione, e del sottosegretario alla Cultura Ilaria Borletti Buitoni stanno avendo un effetto. Ma per valorizzare davvero tutta l'area bisogna pensare ad un consorzio, ad un'autorità di bacino che coordini le tre ville di Tivoli e i siti abbandonati. E che lanci un grande festival diffuso, sul modello di Edinburgo, che coinvolga tutti: dai ristoratori ai commercianti agli artigiani agli agricoltori. Così si sblocca la coscienza collettiva».


Santarpia Valentina
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(21 luglio 2013) - Corriere della Sera