martedì 24 settembre 2013

Autismo, impennata di casi riconosciuti

Rispetto ad appena vent’anni fa l’incidenza dell’autismo sulla popolazione italiana risulta aumentata del mille per cento. Questa sindrome di natura neurobiologica e dall’origine ancora misteriosa colpisce infatti un bambino ogni 200, ma in questa impressionante “impennata” di casi si deve riconoscere soprattutto una maggiore attenzione da parte dei pediatri nell’individuare la malattia, in passato confusa con problemi di ritardo mentale e non trattata con le adeguate terapie. Il Ferrarese non fa eccezione: si stima che da qui al 2020 circa 120 bambini e ragazzi affetti da autismo raggiungeranno la maggiore età. Una patologia che al tempo stesso ha conquistato con il passare degli anni una sempre maggiore “cittadinanza” sociale. Ne è un esempio il libro “Una notte ho sognato che parlavi” vincitore, sabato, del Premio Estense. Una cronaca di straordinaria quotidianità nel rapporto tra un padre e il figlio autistico raccontata senza fronzoli dal giornalista di Radio 24 Gianluca Nicoletti.
«Conoscevo Nicoletti come giornalista, ma solo recentemente in occasione di alcune interviste ho saputo che era padre di un bambino affetto da autismo», commenta Laura Pezzini, presidente dell’associazione “Dalla terra alla luna” onlus, consapevole di quanto possa risultare importante anche una “ribalta” come quella del Premio Estense per contribuire a illuminare una realtà spesso costellata da errori e pregiudizi da parte dei “profani”. Una barriera che l’associazione con sede in viale della Certosa si sta impegnando a scalfire, visto che alle circa venti famiglie con figli autistici iscritte si sono aggiunti anche numerosi simpatizzanti «che intervengono come volontari per aiutarci a organizzare iniziative e attività». L’associazione è nata nel 2002 su iniziativa di alcuni genitori che si erano conosciuti frequentando la Neuropsichiatria Infantile. «Abbiamo cominciato a incontrarci anche fuori e da lì ha preso forma il progetto di costituirci in associazione con l’obiettivo di diffondere la conoscenza sulla malattia, prendendo parte anche ai tavoli istituzionali dedicati alle disabilità».
Quasi tutti i pomeriggi l’associazione propone attività diversificate basate sulle tecniche terapeutiche ed educative riconosciute, con il supporto di psicologi ed educatori professionali. «Non vogliamo certo sostituirci ai servizi sanitari, ma offrire un punto di riferimento per famiglie, puntando soprattutto ad aiutare i nostri figli a conquistare più autonomia possibile. In questo i genitori sono diventati più informati e consapevoli rispetto al passato, quando spesso i figli autistici diventavano adulti senza avere una diagnosi e, di conseguenza, senza ricevere terapie». Da qui il sempre maggiore coinvolgimento dei pediatri, con la diffusione di questionari dedicati a bambini che manifestano problemi riconducibili all’autismo.(a.m.)