giovedì 9 gennaio 2014

Non è vero – neanche in tempo di crisi – che è utile solo ciò che produce profitto

Il 16 Gennaio, alle ore 18 si terrà un incontro informativo, organizzato dall'U.R.A.Z. di Zagarolo, presso il ristorante "New Paradise" di Valle Martella (via A. Scarlatti 4), sul progetto di centrale elettrica da biogas a Gallicano nel Lazio.

Questo incontro segue al primo, organizzato dal Comitato per Gallicano, nel maggio scorso. L'invito a partecipare è esteso a tutti coloro che hanno a cuore il proprio territorio. Ma non solo. Una centrale elettrica da biogas è dannosa non solo per chi vive nelle vicinanze, ma anche per chi, come l'ex ottavo municipio, o gli altri paesi limitrofi sono confinanti con questo territorio. Un territorio che, come hanno ben mostrato le immagini di Striscia la Notizia, è già devastato da discariche abusive (probabilmente una "delle più grandi d'Italia" a detta degli inviati di Striscia).


Le volontà dei potentati che insistono su questo quadrante sono chiare e ben visibili ad un occhio attento. Ormai la distinzione PD/PDL (due dei maggiori partiti dell'ultimo ventennio) si assottiglia sempre più sulla spinta di movimenti politici locali e nazionali. Movimenti formati da persone, cittadini, uomini e donne ormai sfiduciate nel farsi rappresentare da qualcun altro e decise a porre in essere tutto quanto in loro potere per contrastare il malaffare. Malaffare che non per forza si estrinseca attivamente in azioni o fatti, ma anche in omertà, in connivenza, in accordi. Effettivamente per sversare tonnellate di rifiuti, ad esempio in Campania, con movimentazione di camion, permessi, ecc. tutti dovevano sapere e, quindi, coprire. Dalle maggioranze che si sono susseguite negli anni, passando per le opposizioni blande, spesso inesistenti, volentieri in accordo con le maggioranze.

Ma torniamo al biogas ed al nostro territorio. Quella del biogas è una lobby spregiudicata ed in tutto ciò le istituzioni si comportano da maggiordomo di tale lobby (anche perché le biomasse rappresentano un giro vorticoso di soldi facili che possono finanziare partiti e organizzazioni organiche al sistema dei partiti di destra, di centro e di sinistra senza distinzione alcuna).

Pensiamo davvero che questa centrale a biogas a Gallicano crei posti di lavoro e porti sviluppo? Veniva propinata la stessa cosa per l'Ilva di Taranto, ma il popolo italiano ha la memoria corta... 50 anni di storia repubblicana ci hanno insegnato ben poco. 
Pensiamo davvero che potrà esserci un ritorno in termini di investimento sul territorio? Non c'è scritto da nessuna parte che i finanziatori di tale centrale (ancora sconosciuti) debbano reinvestire nel territorio. Come funziona il giochino lo sanno bene gli abitanti dei quartieri di nuova costruzione, laddove i soldi per le opere di urbanizzazione sono svaniti per far posto a stradoni sterrati, discariche abusive, energia elettrica mancante, acqua di cantiere, e servizi pari allo zero. Non solo, ma chi vorrà venire più ad investire in un territorio che puzzerà come una latrina e sarà ormai assoggettato alle necessità di tali centrali... perché pensate davvero che basti qualche scarto di depurazione delle acque e qualche sfalcio per alimentare la centrale? Spesso ci vogliono anche colture "particolari" di piante che aiutano ad innescare la combusione.
E chi pensa al domani, non sa (o forse non vuole sapere) che una volta installati questi mostri, non sarà più possibile mandarli via. 
"Da qualche parte i rifiuti dobbiamo pur metterli"... dicono i "tifosi" del biogas (e senza nemmeno tanta educazione).  Esistono sistemi di compostaggio che non producono biogas e che sono quelli che, in modo molto rudimentale, utilizzavano i nostri nonni. Sono impianti già sperimentati in Svezia e che ben si adattano a comunità di circa 6mila persone. In tal modo ogni comune potrà smaltire la "sua" frazione organica del rifiuto senza pregiudicare l'ambiente e senza farsi venire (scusate il termine) a defecare sul proprio territorio da altri comuni (magari ben più grandi di lui).