martedì 4 febbraio 2014

#SALVIAMOPASSERANO dal #BIOGAS

#SALVIAMOPASSERANO dal #BIOGAS


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• Con il termine biogas si intende una miscela di vari tipi di gas (per la maggior parte metano, dal 50 al 80%) prodotto dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici provenienti da rifiuti, vegetali in decomposizione, carcasse in putrescenza, liquami zootecnici o fanghi di depurazione, scarti dell’agro-industria. L’intero processo vede la decomposizione del materiale organico da parte di alcuni tipi di batteri, producendo anidride carbonica, idrogeno molecolare e metano (metanizzazione dei composti organici). Il gas prodotto in questo processo (biogas) può essere quindi utilizzato per la combustione in caldaie da riscaldamento o per produrre energia elettrica e/o calore
Perché vengono fatte le centrali da privati? Incentivi elevatissimi per 15 anni (0,28 euro/kw)
Svantaggi:
• A lungo andare, l’uso dei fertilizzanti prodotti dall’impianto, in prospettiva sempre più sottoposti a processi di abbattimento di azoto e di fosforo, condurrà ad apportare al terreno un materiale in cui alcuni elementi si concentrano eccessivamente con compromissione della fertilità e persino con possibili effetti tossici sulle piante e perdita del prezioso humus del terreno.
• Problema legato ai cattivi odori emessi dalla fermentazione dei vegetali e/o dal liquame associato e/o dalle eco-balle
• Un ulteriore e preoccupante svantaggio emerso negli ultimi anni, ma noto sin dalla fine degli anni ’90, è che i digestori non riescono a neutralizzare completamente i batteri presenti, in particolare i “clostridi” che sono batteri termoresistenti (a questa famiglia appartengono i batteri che provocano botulismo e tetano). Questi batteri sono presenti nel “digestato”, cioè nello scarto dei digestori che viene successivamente smaltito nei terreni come fertilizzante.
• In Germania alcuni ricercatori affermano che l’epidemia di Escherichia coli che ha colpito la Germania nell’estate del 2011 causando 18 morti e le migliaia di casi di botulismo osservato negli animali tra l’estate del 2011 e l’inizio del 2012 sono stati causati dalla presenza delle centrali a biogas.
Perché ci opponiamo:
• L’area interessata risulta paesaggio agrario di rilevante valore
• L’area interessata rientra nell’ambito vincolato come “Area identitaria dell’Agro Tiburtino-Prenestino” (PTPR tavola B) e parco archeologico e culturale (PTPR tavola C)
• L’area è attraversata dal percorso panoramico storico della Via Prenestina Antica.
• L’area si trova in zona di salvaguardia delle sorgenti Acqua Vergine, Torre Angela, Finocchio, Pantano Borghese.
• L’agricoltura, i capi di bestiame e di conseguenza noi cittadini potremmo subirne le conseguenze negative legate alle nanoparticelle sprigionate nell'aria.
• Perché secondo le linee guida per l’approvazione di tali impianti non bisogna essere in prossimità di zone con certificazione BIO, DOC, DOCG, terreni adibiti ad USO CIVICO ecc.. (sulla zona è pendente presso il Commissariato agli Usi Civici il riconoscimento degll'uso civico da parte dell'Università Agraria di Gallicano nel Lazio).
• Perché l’area interessata è prossima a rilevanti scoperte archeologiche di età romana e pre-romana (ponte sodo, fosso di Passerano, necropoli di Corcolle, antica Gabii).
• Perché temiamo che l’impianto, sorgendo sulla tenuta di Passerano, in futuro possa diventare luogo di stoccaggio di rifiuti alimentari e agricoli per alimentare la centrale con la possibilità di un eventuale altro ampliamento.
• L'area abitata più prossima all'impianto è a soli 400 metri di distanza (Valle Martella)
• Creare un precedente può trasformare irrimediabilmente il territorio ed i comuni limitrofi.
Quali alternative?
Un impianto di produzione di energia elettrica da biogas non chiude il ciclo dei rifiuti (ne crea altri, come affermato da Janez Potonik, commissario all'ambiente della UE), l'alternativa consiste nel vero COMPOSTAGGIO di COMUNITA'. Compostaggio in condizioni di aerobiosi con smaltimento della frazione organica e produzione di COMPOST DI QUALITA'. 
 
I TESORI DI PASSERANO