lunedì 24 marzo 2014

Convertitevi lo chiedo in ginocchio - Durante l’incontro con l’associazione Libera il Pontefice si rivolge agli uomini e alle donne della mafia

Tratto da l'Osservatore Romano

«Per favore, cambiate vita, convertitevi, fermatevi, smettete di fare il male!». È il forte appello che Papa Francesco ha rivolto «in ginocchio» agli uomini e alle donne della mafia venerdì pomeriggio, 21 marzo, nella parrocchia romana di San Gregorio vii, durante l’incontro con i familiari delle vittime della criminalità organizzata e i volontari dell’associazione «Libera». 

Si è trattato di un incontro molto intenso, durante il quale il Pontefice ha pregato per le vittime di tutte le mafie, ma anche per i mafiosi, quelli che, riferendosi al momento che stavano vivendo, ha definito «protagonisti assenti».
Sull’altare il fondatore di «Libera», don Luigi Ciotti — maglione blu e pantaloni scuri, il volto segnato dalle battaglie affrontate su quella strada divenuta ormai la sua parrocchia — a raccontare al Papa, così come si fa in famiglia, i sentimenti di quella gente che all’altare guardava con gli occhi gonfi.
Sino a quando si è alzato per raggiungere il microfono Papa Francesco è rimasto con il capo chino ad ascoltare. A volte annuiva, sottolineando le parole che altri pronunciavano; a volte serrava forte gli occhi, come nel momento in cui è stato ricordato che tra le oltre 800 vittime ci sono 82 bambini.
A rendere ancor più intenso il momento don Ciotti ha porto al Papa la stola che fu di don Giuseppe Diana, il sacerdote trucidato vent’anni fa a Casal di Principe. Il Pontefice l’ha indossata e ha benedetto la gente. Poi, si è tolto la stola, l’ha baciata e l’ha riconsegnata a don Ciotti.