giovedì 24 aprile 2014

L'agricoltura come risposta alla crisi a livello mondiale. Ma alcuni sembrano non accorgersene.

Riporto fedelmente un articolo del marzo scorso che riguarda l'incontro avvenuto presso l'Assemblea generale dell'Organizzazione mondiale degli Agricoltori svoltasi a Buenos Aires e che ha evidenziato come l'agricoltura, specialmente tra i giovani, rappresenti una validissima risposta alla crisi occupazionale degli ultimi anni. Crisi definita "inaccettabile" dalla Coldiretti. L'assemblea ha messo in luce le politiche agricole mondiali che hanno permesso di abbattere parte della disoccupazione giovanile, grazie a persone di spiccato senso politico e di lungimirante visione storica e sociale. In Italia si registrano numerose iscrizioni alle facoltà di Agraria, ma quello che nell'articolo non si dice è che il consumo di suolo continua spedito senza freni, se si eccettuano poche proposte di legge e alcuen battaglie portate avanti da note associazioni, tra cui Salviamo il Paesaggio. 

Purtroppo i malesseri italiani vengono da lontano, ovvero da quella tangentopoli che ha decimato un'intera classe dirigente, da 20 anni di lotte intestine fra berlusconiani e antiberlusconiani, ed oggi da una classe dirigente ben peggiore di quella spazzata via dalle ondate giudiziarie degli anni '90. Fare di tutta l'erba un fascio sarebbe sbagliato, ci sono degli esempi positivi, ma essi non hanno quella forza mediatica per emergere agli occhi di una opinione pubblica più interessata all'ultimo tronista o all'ultimo scoop del grande fratello. Il consumo di suolo italiano di questi ultimi anni non ha precedenti e dovrebbe far gridare allo scandalo come il cosiddetto tema della terra dei fuochi che ha compromesso migliaia di metri cubi di terreni. 

Ci auguriamo che presto possa crescere la pressione di gruppi, delle associazioni e dei comitati locali, circa questo tema. Il tema del consumo di suolo è importante proprio per dare risposte concrete a questa crisi, dalla quale, sembra proprio non si riesca a venirne a capo. 

Crisi: Coldiretti, nei paesi ricchi torna l'agricoltura, +2% in Usa

(ASCA) - Roma, 28 mar 2014 - Nei paesi ricchi del mondo si torna all'agricoltura e se in Giappone si mandano i disoccupati a lavorare nelle campagne, negli Stati Uniti dall'inizio della crisi, per la prima volta nella storia recente, gli agricoltori giovani tra i 25 e i 35 anni sono aumentati del 2 per cento, passando da 106.735 a 109.146 nel giro di cinque anni secondo l'ultimo censimento. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata all'Assemblea generale della Organizzazione mondiale degli Agricoltori (OMA) a Buenos Aires alla quale partecipano 100 delegazioni da oltre 80 paesi di tutti i continenti. Dagli Usa al Giappone fino all'Europa siamo di fronte ad una decisa svolta verso l'economia reale dopo che la crisi finanziaria - sottolinea la Coldiretti - ha messo in ginocchio i Paesi piu' sviluppati con livelli inaccettabili di disoccupazione. Lo scorso mese - continua la Coldiretti - il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato un programma di sostegno quinquennale al settore agricolo statunitense, il cosiddetto Farm Bill, per un valore di 956 miliardi di dollari secondo la delegazione statunitense presente all'Assemblea con il Ministro dell'agricoltura Usa Tom Vilsak che ha definito gli ultimi cinque anni dell'agricoltura americana i migliori della storia del Paese e si intende quindi dare continuita' a questo trend positivo prevedendo finanziamenti per favorire l'inserimento di nuovi agricoltori e allevatori. Il governo giapponese per affrontare la crisi nelle fabbriche in citta' dove sono state perse migliaia di posti di lavoro ha avviato con successo - riferisce la Coldiretti - un progetto per trasferire nelle campagna i giovani disoccupati con l'obiettivo di trovare un lavoro alternativo e incoraggiare l'agricoltura con il risultato che, nel Paese del Sol Levante, i giovani agricoltori dai 39 anni in giu' sono oggi complessivamente 83.000. Anche l'Europa ha appena varato una riforma di politica agricola con maggiore attenzione ai giovani. E in Portogallo il presidente in persona, Anibal Cavaco Silva, ha addirittura esortato i giovani a tentare la fortuna in agricoltura prima di scegliere di emigrare a causa della mancanza di opportunita' di lavoro, poiche' il settore agricolo ''e' uno di quelli che possono permettere al Portogallo di avere una ripresa economica piu' veloce dopo anni di crisi''. Ma all'Italia spetta - sostiene la Coldiretti - il primato nell'aumento delle iscrizioni alle Facolta' di scienze agrarie, forestali ed alimentari che hanno fatto registrare la crescita piu' alta nel periodo considerato con un aumento del 45 per cento, sulla base dell'ultima ricerca Datagiovani. Nell'agricoltura italiana il 7,2 per cento dei titolari di impresa ha meno di 35 anni ed e' alla guida di 58.663 aziende delle quali il 70 per cento - precisa la Coldiretti - opera in attivita' multifunzionali: dall'agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell'uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Esempi di imprese d'eccellenza che troveranno una grande vetrina nell'Expo 2015. ''E' proprio la grande capacita' di innovazione che caratterizza le imprese agricole guidate da giovani a livello internazionale'', ha affermato il segretario dei giovani della Coldiretti Carmelo Troccoli nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Organizzazione mondiale degli agricoltori a Buenos Aires nel sottolineare che ''proprio in queste imprese si registrano i piu' elevati livelli di occupazione e redditivita'''. L'interesse dei giovani e' giustificato da nuove opportunita' che si stanno consolidando, come ha affermato all'Assemblea il presidente sudafricano dell'OMA Robert Carlson nel sottolineare che ''la domanda alimentare sta crescendo per la carne, i cereali, ortaggi e frutta mentre si sta andando verso un mondo con 9 miliardi di persone nel 2050'', mentre il Segretario generale Marco Marzano ha evidenziato l'importanza della partecipazione degli agricoltori ai processi di innovazione. Ma un ringraziamento ai giovani e' venuto anche da Richard Loe, giocatore di rugby degli ''All Blacks'', che - conclude la Coldiretti - ha definito i giovani agricoltori ''forti, entusiasti, motivati, che possono contare su esperienza, visione e sostegno delle generazioni che li hanno preceduti''. res/rus