giovedì 26 giugno 2014

Orti Urbani: un esperienza interessante da conoscere ed incentivare.

http://ortiurbanitrefontane.blogspot.it/2013/09/chi-siamo.html
Per sapere chi è l'associazione Orti Urbani Tre Fontane potete cliccare sull'immagine. 

Navigando qua e la su Internet ci si imbatte in numerose iniziative di questo genere. 
Una descrizione alquanto precisa è quella che ne fa il sito www.benessere.com.

"Gli orti urbani stanno proliferando in modo spontaneo nelle città sotto l’impulso di diversi bisogni, prima di tutto quello di creare un continuum tra la vita cittadina, povera di contatti bucolici, con la Madre Terra. Avere sul terrazzo o balcone un “pezzo di natura” deriva da un desiderio pressoché ancestrale; di fatto gli esseri umani da cacciatori sono diventati poi allevatori e agricoltori e coltivando la terra ne hanno ricavato cibo e quindi sostentamento.
Gli orti urbani si sviluppano con caratteristiche diverse, vi sono quelli costruiti in forma “micro” utilizzando grandi o piccoli terrazzi, per passare a quelli più strutturati che si avvalgono della concessione da parte dei Comuni e delle singole Circoscrizioni di piccoli appezzamenti di terra in zone all’interno della città o collocate nella prima cintura periferica.
Di seguito vengono descritte le diverse tipologie di orti e di realtà verdi che si possono trovare e osservare o meglio ancora “vivere” nelle città.
Orti Comunali
Gli orti comunali sono aree verdi che si estendono fino a 40, 50 mq, (ma l’ampiezza può andare anche oltre) gestite direttamente dai cittadini per concessione del Comune di appartenenza, per le quali è necessario corrispondere un piccolo affitto.
Il Comune mette a disposizione dei terreni tramite degli appositi bandi e a rispondere vi sono persone tra i quali molti pensionati che hanno la possibilità di utilizzare il loro tempo in modo sano e utile: oltre a produrre alimenti senza uso di pesticidi e altre sostanze chimiche, fanno attività fisica all’aria aperta con effetti positivi sulla salute.
Gli orti comunali sono presenti in sempre più città italiane tra le quali Milano, Firenze, Torino, Napoli, Livorno e Ferrara.
Orti scolastici
Quello degli orti realizzati nelle aree esterne alle scuole materne ed elementari è una realtà molto positiva poiché favorisce la collaborazione tra generazioni diverse, ove i “grandi” diffondono le loro conoscenze e i bambini esercitano la manualità, giocano e nel contempo acquisiscono le regole di base per far crescere i prodotti della terra, apprendendo il valore alimentare di ciascun ortaggio e intraprendendo, sul “campo”, un percorso di educazione alimentare, oltre a rapporti di collaborazione altamente positivi sulla sfera psicologica.
Corporate Gardens
Gli orti che crescono nei pressi, sulle terrazze o sui tetti degli uffici sono denominati “corporate gardens” (o “orti aziendali”), fenomeno piuttosto recente che vede all'opera impiegati e dipendenti di aziende che alla passione per l’orticoltura uniscono la volontà di approfondire la sfera relazionale e abbattere le barriere gerarchiche con benefici anche sul lavoro di “team” nell’ambito professionale. Negli Stati Uniti, l’orto aziendale viene offerto dalla proprietà ai dipendenti come una sorta di “benefit” dall’utilizzo facoltativo. Tra le prime aziende ad aver intrapreso questa politica da “green economy” si annoverano la Toyota, la Pepsi e le aziende informatiche come Google e Yahoo, che hanno sede nella Silicon Valley.
Orto collettivo di quartiere
Nasce a Torino una bella e positiva esperienza di orto urbano, meglio definito di “quartiere”, nato dall’idea di quattro giovani che per conto della Città di Torino e della Provincia hanno realizzato il progetto di un orto lungo il fiume Sangone.
L’orto si sta sviluppando a sud della città, nei pressi della Strada del Drosso tra più di 300 orti cittadini abusivi, in un’area che nei prossimi anni vedrà le opere di compensazione del termovalorizzatore di Gerbido.
Il progetto, che porta il nome di “Miraorti”, ha l’obiettivo di riqualificare le sponde del fiume Sangone, un’area che copre dalla strada Castello di Mirafiori fino alla Strada del Drosso, coinvolgendo anche le scuole del territorio. Da una sorta di discarica a cielo aperto di materiali anche pericolosi quali l’amianto, si è passati ad un lungo e paziente lavoro di ripulitura e di realizzazione di aiuole con i bulbi piantati dai bambini delle scuole elementari e con gli spazi totalmente riorganizzati sotto la guida dell’architetto giardiniere Luca Riccati. In seguito, sono intervenuti tanti, appassionati ortolani, tra i quali pensionati ed ex operai.
Orto verticale
In passato era abbastanza usuale vedere unità abitative unifamiliari le cui facciate erano coperte totalmente da verde ma oggi tali soluzioni si adottano perlopiù per i centri commerciali, gli alberghi, i ristoranti, le aziende prossime alla città o all’interno delle stesse. Oltre ai classici rampicanti vengono utilizzati anche sistemi più strutturati per cui vengono utilizzate piante dalle poche esigenze gestionali e che si adattano alle strutture leggere sulle quali crescono. I cosiddetti “green buildings” consentono di coltivare le piante più diverse, comprese quelle a fini alimentari. Al vantaggio di poter usufruire di un “orto verticale”, pur con evidenti limiti, tali soluzioni uniscono degli indubbi vantaggi estetici (coprendo difetti, piccole crepe e vecchi intonaci), oltre ad assorbire i raggi ultravioletti, l'anidride carbonica e il calore con conseguente risparmio di energia.
Per realizzare un orto verticale è necessario acquistare dei pannelli modulari, generalmente di forma quadrata, sui quali sono state posizionate delle mensole su diversi livelli, per poggiare i vasi e le fioriere. Tramite paletti e spalliere di plastica si darà infine sostegno alle piante.
Molta attenzione va riservata alla posizione: dal momento che gli ortaggi necessitano di almeno 3 o 4 ore di sole al giorno, è indispensabile che le piante non siano esposte a nord e in una posizione non eccessivamente ventilata, né priva d’aria. Va inoltre evitata l’esposizione al traffico e favorita invece quella affacciata al cortile interno.
L’orto virtuale
Per chi proprio non ne vuol sapere di coltivare ortaggi in proprio o anche per chi non ha la possibilità, vengono in soccorso alcune iniziative su Internet per cui, corrispondendo regolarmente una certa cifra, si può coltivare un orto “virtualmente” da casa benché esso venga effettivamente lavorato, per produrre ortaggi da recapitare direttamente al recapito fornito dal cliente".

Queste sono esperienze che denotano un certo "ritorno" all'agricoltura. O forse ad un bisogno veramente ancestrale dell'uomo di riuscire a produrre il suo sostentamente "in collaborazione" con Madre Natura. Ma ritengo anche che l'esperienza di questi ORTI URBANI possa essere una piccola soluzione ai tanti problemi che la crisi economica sta determinando in molte famiglie italiane. Un dissoccupato può avere il tempo di mettersi al servizio della propria comunità, curando un orto urbano. Un pensionato, ancora in forze, potrebbe fare la stessa cosa. Giovani diversamente abili, ma anche con semplici quanto gravi problemi di natura relazionale, dovuti anche alle "nuove tecnologie", potrebbero trovare in queste pratiche uno sbocco al proprio disagio. 

Per me, che posso tranquillamente affermare di provenire da una famiglia di contadini, sarebbe molto interessante poter conoscere queste pratiche e questi centri di vita associativa che, fattivamente, producono, aggregano e fanno crescere una comunità sana. Presto proverò a contattare l'associazione Orti Urbani Tre Fontane per capire meglio dal vivo come funzionano queste realtà.
 

mercoledì 25 giugno 2014

#nomegacimitero #salviamopasserano: "PAESAGGIO BENE PRIMARIO ED ASSOLUTO"

"lex superior derogat inferiori"
 
Con la delibera 50 del 30/04/2014 la Giunta Comunale di Gallicano nel Lazio ribadiva (arbitrariamente) la "meritevolezza dell'interesse pubblico" circa la costruzione del mega cimitero da 120mila loculi su Passerano.

Ora una sentenza del Consiglio di Stato, massima autorità di giustizia amministrativa, contrasta con quanto espresso nella delibera. 

Nell'ordinamento giuridico italiano, si ha una pluralità di fonti di produzione; queste sono disposte secondo una scala gerarchica, per cui la norma di fonte inferiore non può porsi in contrasto con la norma di fonte superiore (gerarchia delle fonti).


Rilevante pronuncia, di grande interesse, del Consiglio di Stato in tema di paesaggio.
Il supremo Organo di giustizia amministrativa italiana ha ribadito (Cons. Stato, Sez. IV, 29 aprile 2014, n. 2222) che il paesaggio – nel nostro Ordinamento – è bene primario e assoluto, la tutela del paesaggio è quindi prevalente su qualsiasi altro interesse giuridicamente rilevante, sia di carattere pubblico che privato.
Inoltre, “il piano paesaggistico costituisce … una valutazione ex ante della tipologia e dell’incidenza qualitativa degli interventi ammissibili in funzione conservativa degli ambiti reputati meritevoli di tutela per cui i relativi precetti devono essere orientati nel senso di assicurare la tutela del paesaggio per assicurare la conservazione di quei valori che fondano l’identità stessa della nazione.
In questo senso è orientata la giurisprudenza costituzionale e amministrativa costante (vds. per tutti Corte cost., 5 maggio 2006, nn. 182, 183; Corte cost., 26 novembre 2002, n. 478; Corte cost., 24 febbraio 1992, n. 67; Corte cost., 13 luglio 1990, n. 327; Cons. Stato, Sez. V, 24 aprile 2013, n. 2265; Cons. Stato, Sez. VI, 13 settembre 2012, n. 4875;Cons. Stato, Sez. IV, 3 maggio 2005, n. 2079; Cons. Stato, Sez. VI, 22 marzo 2005, n. 1186; Cons. Stato, Sez. VI, 3 maggio 2002, n. 3512; Cons. Stato, Sez. VI, 5 gennaio 2001, n. 25; Cons. Stato, Sez. VI, 4 aprile 1997, n. 553; Cons. Stato, Sez. VI, 30 marzo 1994, n. 450; Cons. Stato, Sez. VI, 26 gennaio 1993, n. 96; Cons. Stato, Sez. VI, 14 novembre 1992, n. 873).
E’ ormai un punto fermo del nostro Ordinamento.

martedì 24 giugno 2014

#cimitero e #biogas, una storia in-finita?

Riporto di seguito due articoli. 

Il primo, che forse conoscete già, è una lettera pubblicata a pag. 21 del settimanale "il sabato indiscreto" del 21 giugno 2014, con la risposta al sindaco di Gallicano nel Lazio da parte del segretario del PSI di Zagarolo Sergio Campofiorito. Una lettera a dir poco "pesante" e molto polemica. Non vorrei che serva solo da specchietto per una campagna elettorale zagarolese ormai alle porte. Nel territorio si deve credere sempre... a prescindere dal momento storico o dalle convenienze del momento. Passerano 1992/2014 ce lo insegna.

Nell'ottica della trasparenza, così ben enucleata nel programma elettorale del Sindaco di Gallicano nel Lazio, siamo certi che, oltre alla sua lettera giustificativa al consiglio comunale di Zagarolo, oltre all'audizione presso la commissione ambiente della Regione Lazio, verrà pubblicata anche questa lettera. 
Il secondo articolo che vorrei porre all'attenzione dei lettori è preso da "La Fiera dell'Est" e tratta della questione del cimitero comprensoriale. Interessantissimo il trafiletto in basso nel quale si racconta di un cimitero previsto nella zona di via di Salone (Collatina), ma poi abbandonato poiché più "interessante" quello di Gallicano nel Lazio. Non vorremmo che il comune di Roma avesse preso Gallicano per un suo remoto enclave, ma quando abbiamo paura che Gallicano diventi una borgata di Roma... pensiamo proprio a questo. E' possibile che si pensi allo sviluppo solo in termini di MONNEZZA e CIMITERI??? Io credo di no e sono disposto al dialogo con chiunque abbia intenzione di discutere di progetti alternativi. 


L'arte dei rifiuti! Un'interessante presentazione...

mercoledì 18 giugno 2014

Gallicano nel Lazio: la beffa dei terreni edificabili dove non si può costruire, ma il Comune incassa l’IMU

Sono molte le famiglie gallicanesi ad essere proprietarie di terreni attualmente edificabili ma che, senza piani attuativi (i famosi piani particolareggiati), non possono porre nemmeno un mattone. Dunque sono terreni edificabili per il fisco, ma non per il comune che fa cassa su du essi.
Si tratta di un incubo fiscale ed urbanistico: si è proprietari di terreni (spesso per lasciti testamentari o per donazioni) che il PRG Comunale inserisce nelle aree edificabili, ma che senza piano operativo comunale non hanno concretezza di questa edificabilità.
Di fatto i proprietari di questi terreni, a tutt’oggi nella sostanza ancora agricoli, pagano l’IMU alle casse dello Stato e del Comune. Un rompicapo poiché, spesso, questi cittadini non riescono nemmeno a vendere i terreni: vista l’imposizione fiscale, nessuno li acquista. C’è chi arriva a pagare somme insostenibili per terreni al momento inutilizzabili perché non edificabili e perché comunque troppo piccoli per essere coltivati con un qualche ritorno economico.
Difficile capire come se ne uscirà, ma di sicuro va trovata una soluzione ed in fretta. Serve una soluzione che tenga conto dei drammatici problemi economici che ci sono.

Democratellum contro Italicum: cambia l'abito ma...

Dai conti fatti dal Movimento 5 Stelle, per quello che è il meccanismo incrociato delle circoscrizioni intermedie e la ripartizione proporzionale a livello circoscrizionale con divisore rettificato, con la loro proposta di legge elettorale, il Democratellum, che pero sarebbe meglio chiamare Toninellum, chi arriva primo con almeno il 40% dei voti conquista la maggioranza dei seggi.
Ma non solo: pur non prevedendo esplicite quote di sbarramento, il Toninellum opera in automatico una sorta di selezione naturale, per cui le liste sino a circa il 10% ottengono solo qualche seggio.
L'Italicum, invece...

L'Italicum, invece, senza meccanismi indiretti, prende e dà la maggioranza dei voti a chi arriva primo con almeno il 37%; e a seconda della collocazione delle liste, applica direttamente soglie di sbarramento che vanno dal 4,5% all'8%.
Al di là dei diversi meccanismi, quindi, sia l'Italicum che il Toninellum possono regalare seggi nell'ordine delle 2 cifre percentuali, nonché ridurre l'effettivo diritto alla rappresentanza per milioni di elettori.

martedì 17 giugno 2014

Sanità: le novità del governo Renzi

Importanti novità per la sanità e i cittadini sono state introdotte con la riforma sulla pubblica amministrazione.
Attraverso il decreto legge e il disegno di legge delega sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri i provvedimenti mirati alla semplificazione presentati dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Sono coinvolti nella riforma importanti comparti della sanità pubblica con novità che impattano su medici, operatori sanitari e cittadini.
In sintesi le nuove norme introdotte nel sistema sanitario: LEGGI QUI

Gallicano nel Lazio (Rm) - Consiglio comunale del 16 giugno

Nell'ultimo consiglio comunale di Gallicano nel Lazio si sono discusse ed approvate molte novità.

Cominciamo dal regolamento dell'albo e della consulta delle associazioni.
Questo è un importantissimo passo in avanti da parte dell'amministrazione. Il nostro gruppo consiliare ha partecipato alle 4 commissioni che si sono tenute sul tema dando il proprio contributo per ottenere un testo completo. Abbiamo votato favorevolmente a questa istituzione sulla base di alcuni principi: SUSSIDIARIETA', per dare maggiori servizi alla popolazione (sia essa verticale che orizzontale), ho pensato ad esempio a tanti servizi che molte associazioni come quella della guardie ambientali potrebbero apportare alla comunità se fossero valorizzate.
PARI OPPORTUNITA': tra tutte le associazioni e tra il Comune ed esse, il che sottende anche un rapporto di reciproca FIDUCIA. Non potrà pià accadere, come spesso in passato, che associazioni aderenti alla consulta vengano escluse da eventi ai quali partecipano tutte le altre.
ISTITUZIONALIZZARE le associazioni, in un rapporto costante con l'amministrazione comunale che dovrà essere da stimolo ed esempio per l'assise della consulta. Stimolo che non dovrà tradursi in imposizione.

mercoledì 11 giugno 2014

Difendiamo il bene più prezioso: la nostra salute #riparteilfuturo

La trasparenza e l’integrità del Servizio sanitario nazionale possono salvarci la vita. 
Nessuna esagerazione, solo dati: se il Servizio sanitario nazionale non avesse perso solo per i reati accertati più di un miliardo e mezzo di euro in frodi e illegalità nel triennio 2010-2012, oggi l’Italia avrebbe potuto spendere quella cifra per avere 5 nuovi ospedali modello. Salvando delle vite che invece sono andate perdute.
I tentacoli della corruzione sono in agguato e il modo più efficace per difendere la salute dei cittadini è quello di fare luce sul funzionamento e sulle spese della sanità italiana. Per questo chiediamo che tutte le Aziende sanitarie si impegnino in modo concreto a essere trasparenti e impermeabili all’illegalità. E per questo chiediamo, come previsto dalla norma sulla trasparenza (decreto legislativo 33 del 2013), che i direttori facciano luce sui costi, sulle decisioni e sui servizi offerti dalle strutture.

IO HO FIRMATO... E TU?

Prossimo Consiglio Comunale di Gallicano nel Lazio

Il 16 giugno alle ore 12 si terrà il consiglio comunale. Tra i vari punti all'o.d.g. verrà discussa la proposta di delibera mia e del consigliere Betti circa l'istituzione del +Registro Tumori. Ieri si è tenuta la commissione qualità della vita per discutere, aggiornarci e condividere emendamenti e proposte sui regolamenti relativi all'albo e consulta delle associazioni comunali e per l'erogazione di interventi di natura economica. Una commissione lunga, ma costruttiva e produttiva.

Molti nostri emendamenti sono stati accolti e, su alcune proposte, ci possiamo ritenere soddisfatti che siano state fatte proprie dalla maggioranza.

Opportunità di lavoro per i giovani

Garanzia Giovani Lazio

Garanzia Giovani é un programma rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola né all'università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione. Con la Garanzia Giovani la Regione Lazio investe 137 milioni di euro per garantire ai giovani un percorso di formazione o di lavoro. La Garanzia Giovani é un'opportunità che, oltre a favorire i giovani NEET nella nostra Regione, ci permette di sperimentare un nuovo sistema di servizi e di politiche attive per il lavoro.

Scopri come iscriverti e quali opportunità la Regione Lazio ha pensato per te.






lunedì 9 giugno 2014

#proposteconcrete: mozione anagrafe patrimonio immobiliare comunale

Quanti immobili ci sono a Gallicano nel Lazio? Quanti possono essere anche acquisiti e strappati al +Degrado Urbano per destinarli alla creazione di +Lavoro o come sostegno alle nuove imprese di giovani imprenditori, ad esempio in fase di +StartUpSity Incubator?

Oggi abbiamo presentato una mozione per chiedere proprio questo, per fare #proposteconcrete.



Un “Ponte Sodo” tra Gabii e Palestrina (Roma, Lazio)

Spesso nell’antichità per attraversare un corso d’acqua si ricorreva all’espediente del cosiddetto “ponte sodo”: si deviava l’acqua incanalandola in un cunicolo scavato su una delle due sponde, in modo che la strada potesse attraversare il letto del torrente ormai asciutto senza necessità di realizzare un ponte in muratura (vedi anche: Quilici Gigli S., 1996, Sui cosiddetti Ponti Sodi e Ponti Terra, in: Atlante tematico di topografia antica n.5 – Strade romane, ponti e viadotti, Ed. L′Erma di Bretschneider, Roma).
Nel Lazio esempi di questo tipo sono innumerevoli, soprattutto in Etruria, ma ne sono noti anche altrove, ovunque le condizioni orografiche e geologiche hanno reso possibile e conveniente la realizzazione. Lungo la via Antira, che in passato univa Gabii a Palestrina ne abbiamo rilevato uno lungo il fosso di Passerano, accanto alla linea ad alta velocità Roma-Napoli (TAV), circa 2,5 Km ad Est del bacino di Castiglione.
L’opera è servita a deviare il torrente noto come Fosso di Mezzo nell’adiacente Fosso di Passerano, affluente di sinistra del fiume Aniene. La datazione è stata resa possibile per comparazione con opere similari e, in questo caso, viene indicata tra la metà del II sec. a.C. e la metà del I sec. a.C. (Quilici Gigli S., op.cit.).
L’imbocco del cunicolo sul Fosso di Mezzo è rafforzato da un fognolo in opera quadrata di tufo, con una luce di poco superiore al metro ed una lunghezza di circa due. Tale manufatto è ormai invisibile dall’esterno perché coperto da frane e rovi, mentre è raggiungibile dall’interno del cunicolo retrostante il chiavicotto che ha uno sviluppo di circa 270 metri (esplorazione CRS Egeria nel 2004, CA314LaRM).
Entrando dal fosso di Passerano la galleria si presenta rettilinea, piuttosto ampia e completamente allagata.

Nel primo tratto l’altezza della volta è di dimensioni ridotte e rende la percorrenza disagevole. Dopo un centinaio di metri il cunicolo riprende le sue forme originarie e consente di procedere senza particolari difficoltà.

Dopo due cambi di direzione e un paio di diramazioni laterali ormai ostruite si raggiunge l’antico fognolo, che ricorda (in piccolissimo) la Cloaca Massima.

Alla data dell’esplorazione l’acqua non entrava più dal chiavicotto ma da una delle diramazioni semiostruite visibili a pochi metri di distanza. Lungo il percorso si incontrano 5 pozzi, distanti fra loro in media circa 20 metri (per la precisione 25, 16, 15, 28, 20 m), tutti ostruiti nella parte superiore. A causa del degrado della galleria i segni di scavo non sono più visibili, ma alcuni cambi di direzione e quota, a metà strada tra i pozzi più interni, fanno pensare che sia stato realizzato con la nota tecnica dello scavo “a fronti contrapposti”.

L’impressione iniziale ci aveva suggerito che la struttura non avesse subito, nel corso dei secoli, sostanziali modificazioni ad eccezione di quelle dovute allo scorrimento dell’acqua che ne ha parzialmente alterato alcune sezioni. Osservando però più attentamente il rilievo abbiamo notato che il fognolo in opera quadrata, e parte del cunicolo, non sono in asse con il resto della galleria, ma si trovano in una sorta di diramazione laterale dall’andamento piuttosto irregolare. Il che ci fa ipotizzare che la storia di questa opera idraulica, almeno per la parte in corrispondenza del Fosso di Mezzo, sia più complessa di quello che sembra e che il chiavicotto sia frutto di un adattamento successivo alla realizzazione del condotto principale.

In corrispondenza dello sbocco del cunicolo sul fosso di Passerano, le carte IGM riportano un abbeveratoio (Fontanile dello Spino) oggi non più visibile: non ci è stato purtroppo possibile verificare se cunicolo e fontanile fossero correlati.
Carlo Germani, Carla Galeazzi, Tullio Dobosz ©Egeria Centro Ricerche Sotterranee

 FOTO E TESTO SONO TRATTI DAL SITO http://speleology.wordpress.com/2012/04/22/ponte-sodo-gabii-palestrina/

GLI STUDENTI DI TOR VERGATA SCOPRONO UN COMPLESSO DI TERME RISALENTI AL I SECOLO D.C.


Buone notizie sul fronte dei beni culturali! Un tesoro della Roma antica è ritornato alla luce in un anonimo spicchio di terreno strappato all’urbanizzazione selvaggia nell’estrema periferia sud della Capitale: un complesso termale romano di 500 metri quadrati, con ogni probabilità collegato a una lussuosa villa del I secolo, è stato scoperto a Tor Vergata grazie a un progetto di scavo degli studenti dell’omonima Università, condotto in convenzione con la sovrintendenza archeologica di Roma.
Nell’area, originariamente destinata all’edilizia residenziale ma che diventerà zona a verde, sono stati recuperati pregevoli stucchi dipinti ed elementi decorativi.
La scoperta di questo complesso termale è solo l’ultimo di una serie di ritrovamenti avvenuti di recente nella Capitale, a partire da quelli della ”parte segreta di Ostia Antica” che ha rivelato come il porto di Roma antica fosse esteso il doppio di Pompei. Quanto alle terme venute alla luce nell’area di Tor Vergata, «nel futuro immaginiamo di rendere fruibile al territorio questa scoperta», ha affermato la soprintendente archeologica di Roma Mariarosaria Barbera, in visita allo scavo: l’idea è quella di un parco archeologico, magari affidato agli studenti della vicina Università di Tor Vergata, a cui si deve parte del merito della scoperta.
Nello scavo si sono avvicendati infatti 37 allievi, tra laureati e iscritti ai corsi di laurea triennale e specialistica in beni culturali e archeologia. Dal 12 maggio, in sole sei settimane, gli studenti hanno portato alla luce integralmente due ambienti, uno tetralobato e uno con una abside, riferibile appunto a un complesso termale che presenta già alle prime indagini caratteristiche fuori dal comune. La decorazione era in stucchi rossi e azzurri e parte della pavimentazione, di cui alcuni tratti sono stati portati alla luce, in mosaico.
Da qui il titolo de “la Repubblica” di Roma che, nell’articolo che vi invito a leggere, le definisce  “le terme a colori”.

FOTO E TESTO SONO TRATTI DAL SITO http://ilariaborletti.it

PER SAPERNE DI PIÚ

Legge 574/96, "Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari"

Legge 11 novembre 1996, n. 574

"Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari"

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 12 novembre 1996


Art. 1.
Utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide
1. Le acque di vegetazione residuate dalla lavorazione meccanica delle olive che non hanno subito alcun trattamento ne' ricevuto alcun additivo ad eccezione delle acque per la diluizione delle paste ovvero per la lavatura degli impianti possono essere oggetto di utilizzazione agronomica attraverso lo spandimento controllato su terreni adibiti ad usi agricoli.
2. Ai fini dell'applicazione della presente legge le sanse umide provenienti dalla lavorazione delle olive e costituite dalle acque e dalla parte fibrosa di frutto e dai frammenti di nocciolo possono essere utilizzate come ammendanti in deroga alle caratteristiche stabilite dalla legge 19 ottobre 1984, n. 748, e successive modificazioni. Lo spandimento delle sanse umide sui terreni aventi destinazione agricola puo' avvenire secondo le modalita' e le esclusioni di cui agli articoli 4 e 5. Le norme di cui alla presente legge relative alle acque di vegetazione di cui al comma 1 si estendono anche alle sanse umide di cui al presente comma ad esclusione di quanto previsto dall'articolo 6.