giovedì 21 agosto 2014

#solidarietà: l'album dei desideri

Ci sono dei posti nel mondo che almeno una volta nella vita vale la pena di incontrare. Sì, di incontrare. Perché un luogo si può vedere, si può anche visitare, ma ci sono dei luoghi in particolare che bisogna proprio incontrare. 

Si tratta di alcuni piccoli villaggi in Kenya. Nella periferia di Malindi. Senza acqua, senza corrente elettrica. Nell'ultimo viaggio che ho fatto, insieme a mia moglie abbiamo conosciuto un sacerdote cattolico della diocesi di Malindi, nella parrocchia di Msabaha: padre John. Abbiamo scelto di aiutarlo. Se volete sapere come e perché, leggete il resto dell'articolo.


La diocesi cattolica di Malindi copre tre distretti amministrativi e cioè Malindi, Tana Delta e Lamu. Si tratta di una delle diocesi di nuova creazione in Kenya, essendo stata fondata nel 2000, ed ha 17 parrocchie. Msabaha è la parrocchia dove si trova padre John.

Si trova nella parte meridionale della diocesi, a 7 km di distanza dalla città di Malindi. Nel Kenya sono presenti 42 tribù, quelle che frequentano la parrocchia sono native dei popoli Pokomo, Giriam ed alcuni dalla Somalia. Il posto è semi-arido e la vita è molto difficile. Le persone sperimentano siccità e fame. Questo spinge la maggior parte di loro, soprattutto i giovani, ad allontanarsi dalle loro case verso la città di Malindi per fare "lavori" come la prostituzione, la tossicodipendenza, la vendita di Mnazi (birra locale), alla ricerca della loro "vita".

Mi ha scritto in questi giorni padre John. Il suo apostolato è teso a raggiungere la fornitura di cure di supporto ai giovani vulnerabili. Una forma nuova, ma che ha dimostrato di essere utile a molti che hanno perso la speranza nella vita.

La maggior parte delle giovani ragazze e ragazzi non terminano le scuole. In una tale situazione, giovani ragazze e ragazzi, diventano impotenti, afflitti, ubriaconi, e cominciano a cercare qualcuno che li può aiutare. Per questo spesso si verificano i matrimoni precoci, pratiche sessuali precoci e gravidanze precoci.

Molte famiglie hanno perso i loro piccoli e vivono tristi ed in situazioni dolorose.

Con poco di quello che abbiamo noi, lì si possono organizzare workshop e seminari, che offriranno necessari incentivi per i giovani emarginati a migliorare il loro stile di vita, ad impegnarsi in attività che possono aumentare la loro qualità della vita, come l'istruzione.

Allo stesso modo, il supporto che verrà dato loro sarà utilizzato per soddisfare alcune spese generali e assicurerà la continuità delle loro vite.

Aggiungo anche che molto spesso gli aiuti che vengono inviati tramite canali istituzionali (es. vestiario, cibo ecc.) sono requisiti dal governo stesso del Kenya e finiscono sui banchi dei mercati. 

Chiunque fosse interessato a condividere questa forma di aiuto economico diretto, può contattarmi all'indirizzo email mariogalli1983@gmail.com.