venerdì 17 ottobre 2014

Cosa cambia con il job act

Il Jobs Act cambia parecchi punti circa il rapporto di lavoro, vediamo quali.
Innanzitutto, partiamo dai neoassunti: per loro, se con contratto a tempo indeterminato si hanno tutele crescenti. Quali? L’eliminazione del reintegro per i licenziamenti economici, sostituito dall’indennizzo.
A proposito di reintregro, si avrà solo per disciplinari gravi. E’ indirizzato ai licenziamenti ingiustificati di natura disciplinare reputati gravi. Per quanto riguarda i licenziamenti discriminatori, resta il reintegro previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Si promuove poi il contratto a tempo indeterminato, rendendolo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto. Come? Con costi meno onerosi, più attrattive e meno incerto. Così l’imprenditore è incentivato ad assumere.
Esiste anche un ottimo riordino delle tipologie contrattuali, l’abolizione delle forme di collaborazione a progetto, semplificando i contratti e rapporti di lavoro.
Le mansioni saranno modificate, volendo, tuttavia senza toccare lo stipendio. Se un dipendente vede riviste le sue mansioni, magari in caso di riorganizzazione dell’azienda, si sono posti dei limiti precisi al demansionamento.
Per quanto riguarda i voucher, resta il tetto dei 5.000 Euro, mentre saranno finanziati con ben 1,5 miliardi aggiuntivi i nuovi ammortizzatori sociali, con anche maggiore tutela della maternità.
Anche i collaboratori hanno diritto a un salario minimo, si parla di collaborazione coordinata e continuativa in tutti quei settori non regolati da contratti nazionali. Infine, le ferie: i dipendenti che hanno un plus di ferie, possono cederle a colleghi che ne necessitano per assistere per esempio i figli.