martedì 14 ottobre 2014

Renzi e lo spettro dei "comitatini"

Se tre o quattro "comitatini", come li definisce il premier Renzi, possono determinare l'indirizzo di leggi a livello nazionale delle due l'una: o i "comitatini" non sono tanto "ini", oppure il premier ha paura. Ed ha paura come tanti altri suoi compagni di partito. Dalle ultime dichiarazioni pubbliche emerge il suo totale ed assoluto asservimento alle lobbies internazionali, Europa in testa, che premono perché l'Italia sia sempre più terra di conquista. Ma che discorso sarebbe quello per cui un premier (non eletto si badi) dice che il vincolo al debito pubblico non gli piace, ma che va comunque rispettato per rispondere alle richieste dell'Europa? Tu devi rispondere alle richieste del popolo italiano, non ai diktat di una Europa germano-centrica.

E adesso vorresti parlare di energia con il decreto Sblocca-Italia? E con chi ne vuoi parlare? Con Gazprom? Con South Stream? O con la Esso? E per avere credibilità tu pensi di fare da morbido tappeto agli interessi delle multinazionali? 

Che fossimo nel bel mezzo di una guerra mondiale per l'approvviggionamento energetico che ne eravamo accorti da tempo, ma addirittura non avere sovranità colma la misura. 

Mentre il 70% delle devastazioni ambientali in Europa avviene in Italia, mentre Genova e Parma sono sommerse dal fango, mentre tanti terremotati aspettano ancora una casa, mentre le linee ferroviarie italiane restano spesso insicure ed i treni sono poco più che carri bestiame, il premier a cosa pensa? Ai "comitatini" che non permettono lo sviluppo dell'Italia. Se sono "comitatini" anche le loro idee dovrebbero essere davvero piccole, ma evidemente così non è. Mentre l'Italia economica e sociale frana sotto il peso di scelte sbagliate, Renzi si prende la briga di varare il decreto Sblocca Italia che vomiterà asfalto e cemento sulle campagne azzerando la partecipazione dei cittadini e dei sindaci.