mercoledì 4 febbraio 2015

Gallicano, IMU agricola: siamo una rarità ma... sempre in negativo.

Considerando l'approssimarsi della scadenza del 10 febbraio per il versamento dell'IMU sui terreni agricoli, con la Risoluzione 2/DF/2014 diffusa ieri dal dipartimento Finanze vengono forniti due importanti chiarimenti sui nuovi criteri previsti dal D.L. n. 4/2015 per distinguere chi paga e chi no. 

Viene precisato, in particolare, che i proprietari dei terreni tenuti al pagamento dell'"Imu agricola" dovranno tenere conto dell’aliquota standard del 7,6 per mille, tranne nei casi (rari) in cui i Comuni abbiano già deliberato aliquote specifiche per i terreni. 

OVVIAMENTE IL COMUNE DI GALLICANO NEL LAZIO HA DELIBERATO GIà IN TAL SENSO CON UNA ALIQUOTA AL 10,60 PERMILLE. SIAMO UNA RARITà, MA SEMPRE IN NEGATIVO (SIC!).

La legge di Stabilità per il 2015 parlava genericamente di aliquota standard, e per quanto riguarda la maggioranza dei 4.000 comuni in cui si pagherà l’Imu (tra cui Gallicano), si far riferimento ad un'aliquota ordinaria del 10,6 per mille. Questo limite spesso riguarda la categoria “altri immobili”, quella in cui dovrebbero rientrare anche i terreni dopo il cambio delle regole. La risoluzione per attutire un po’ il colpo per chi sarà chiamato a pagare l’Imu agricola, stabilisce che per essere applicata un’aliquota diversa dal 7,6 per mille – e quasi sempre significa un’aliquota maggiore – la delibera comunale dovrà prevedere un’aliquotaspecifica” per i terreni.
Cosa significa tutto questo? Che nella gran parte dei casi si pagherà il 7,6 per mille, perché hanno previsto un’aliquota specifica per i terreni i comuni in cui già si pagava l’Imu prima della “riforma” introdotta con il decreto che ha creato il bonus di 80 euro per i lavoratori dipendenti con reddito medio-basso. Sono i comuni “parzialmente delimitati”, ovvero quelli in cui una parte del loro territorio era considerato montano – e dunque esente -, mentre un’altra parte viene considerata imponibile.