martedì 10 febbraio 2015

Se gli studenti prendono l’iniziativa: come raccogliere fondi per la propria scuola in cinque mosse (e una lezione gratuita di crowdfunding)

Palestra, laboratorio, perfino uno scivolo: progetti nati a scuola, ma che richiedono quei fondi che oggi scarseggiano. Come fare? Mobilitare la società – le famiglie, le imprese, il paese o la città dove ci si trova – per raccogliere il necessario. Martedì 10 febbraio, alle 18, nell’aula Magna dell’Itis Marconi di Padova (in via Alessandro Manzoni 80), gli studenti del corso serale hanno aperto le porte dell’istituto per presentare al pubblico “Un nuovo modo di fare scuola è possibile”, la campagna di crowdfunding per realizzare il proprio fablab.

Un evento per coinvolgere nell’iniziativa le famiglie degli studenti, le aziende della zona, le associazioni di categoria e, più in generale, chiunque voglia contribuire alla realizzazione di un progetto che conta non solo per la scuola, ma per l’intera città di Padova. Il Marconi è uno dei partecipanti al progetto “Fablab a scuola“, voluto da Fondazione Nord Est con il sostegno di UniCredit, DWS Systems e Roland.

Una stampante 3D  DWSSystems: entrerà nelle scuole
Una stampante 3D DWSSystems: entrerà nelle scuole

Per far conoscere meglio il crowdfunding, alle 16, sempre nella scuola, si è tenuto un workshop gratuito e aperto al pubblico, organizzato dalla piattaforma Ginger per dare agli studenti le indicazioni necessarie per condurre nel migliore dei modi la loro campagna di crowdfunding. Al momento il progetto “Un nuovo modo di fare scuola è possibile” ha già raccolto oltre 3.100 euro, ma resta ancora molta strada da percorrere per raggiungere l’obiettivo finale, posto a quota 12mila euro. Chi ha già tagliato il traguardo è l’Ipsia Galileo Galilei di Castelfranco Veneto: oltre 12mila euro raccolti (il traguardo era 10mila) per poter realizzare droni da usare in situazioni di emergenza: e si va avanti verso nuovi obiettivi più ambiziosi.
Come hanno fatto? Al di là dei fablab, ci sono altre esperienze in corso di raccolta fondi: il liceo Caterina Percoto di Udine, ad esempio, che tramite Schoolraising vuole dotare i ragazzi di attrezzature e abbigliamento sportivo  per competere nei tornei (scade il 15 febbraio, si chiama GET FIT @ SCHOOL), mentre la stessa Ginger sta gestendo la campagna per dare nuovi giochi all’asilo Marconi di Bologna.


Per loro, e per chi vuole lanciare un nuovo progetto, ecco i consigli degli esperti, a iniziare dalla conoscenza dello strumento.
Il crowdfunding – dall’inglese crowd folla e funding finanziamento – permette di finanziare un’idea innovativa coinvolgendo il territorio in cui si sviluppa. Tutti possono contribuire alla creazione di nuovi fablab nelle scuole nordestine: ognuno, infatti, potrà scegliere uno o più istituti e donare per la realizzazione dei laboratori di prototipazione. Ma l’aspetto più rivoluzionario è che la raccolta dal basso è portata avanti in prima persona dagli studenti e dai professori delle scuole coinvolte.
È un buon strumento per finanziare attività , ma non è solo raccolta fondi, è comunicazione; questo vuol dire che tutto il potenziale creativo e comunicativo degli studenti può essere messo a frutto nella campagna di promozione del progetto, concretizzandosi nell’ideazione di ricompense coinvolgenti, video virali e attività online e offline per coinvolgere i potenziali donatori.
Queste sono le cinque mosse imprescindibili per costruire e promuovere un progetto di crowdfunding “scolastico” (ma non solo):

1 – Il progetto deve essere il più preciso possibile, con costi, azioni e obiettivi esposti in modo chiaro ed esauriente. Prendetevi il tempo per fare un progetto convincente.
2 – Il crowdfunding funziona se chi lo porta avanti ci “mette la faccia”, tramite un video che assume un ruolo chiave nella campagna. Per funzionare deve essere breve, conciso e creativo, ed è fondamentale che sia realizzato dai ragazzi stessi.

I ragazzi del Centro moda Canossa con il prototipo di borsa intelligente
I ragazzi del Centro moda Canossa con il prototipo di borsa intelligente

3 – Le ricompense devono essere accattivanti, legate alle attività dell’istituto che potrebbero interessare anche agli esterni. Ad esempio: l’Ipsia Galileo Galilei tra le ricompense ha corsi di Arduino e la possibilità di aggiudicarsi droni e stampanti 3D. Al Centro moda Canossa di Trento, è a buon punto la prototipazione della borsetta intelligente che sarà destinata ai sostenitori più generosi: il progetto per attrezzare il Fashion Fablab di un laser cutter e di un body scanner è a metà strada.
4 – Costante e coinvolgente deve essere la comunicazione online, orientata sui social network, focalizzata sulle immagini e sui progressi che la campagna sta compiendo
5 – Fondamentale è coinvolgere il territorio di riferimento, proprio perché una campagna di crowdfunding legata a un istituto scolastico ha ripercussioni positive soprattutto per la comunità locale. Realizzare fablab in istituti superiori, infatti, vuol dire formare studenti in grado di affrontare la terza rivoluzione industriale e di portare l’innovazione nel sistema produttivo di riferimento.