lunedì 27 aprile 2015

Imu, imprese pagano come le seconde case

Avere un’azienda è considerato un lusso in Italia, almeno stando ai criteri per il calcolo dell’IMU per le imprese applicati dal Fisco. A denunciare l’eccessivo peso della pressione fiscale che mette in crisi molte aziende italiane è la Confartigianato secondo cui non solo le imposte sugli immobili sono aumentate di 15 miliardi in quattro anni, nonostante la crisi del mattone suggerisce di muoversi in direzione contraria, ma l’accanimento del Fisco si è riversato soprattutto sulle spalle delle PMI tassando capannoni industriali ma anche beni strumentali all’attività aziendale e costringendo alcune piccole realtà imprenditoriali al fallimento. Giorgio Merletti, presidente della Confartigianato, ha fatto due conti concludendo che, di fatto, questi ultimi sono “equiparati alle seconde case” e commentando “un principio assurdo, così mima la competitività delle nostre aziende”. Le voci più pesanti della pressione fiscale sugli immobili sono senza dubbio Imu e Tasi. Negli ultimi quattro anni, rispetto alla vecchia Ici, il gettito è passato da 9,8 a 25 miliardi di euro. E in questo scoraggiante quadro le imprese vengono considerate fiscalmente alla stregua di seconde case, con tutte le conseguenze del caso.

Imu imprese, cosa cambierà con local tax e riforma del catasto

Merletti critica l'Imu sulle imprese citando le parole dell’ex ministro Flavio Zanonato: “non è giusto tassare il tornio perché l’artigiano paga già le tasse sul reddito che genera il suo lavoro. L’imposta sul capannone è una tassa sul tornio” e poi aggiunge “l’Imu per le imprese diventa una tassa sulle tasse”. Ecco il calcolo IMU alla base di questa conclusione: “l’importo complessivo sull’IMU sugli immobili strumentali è di 7,2 miliardi di euro. L’IMU deducibile è del 20%, sono 1,4 miliardi e restano all’incirca 5,7 miliardi non deducibili”. E le previsioni per il futuro non sono affatto incoraggianti: tra gli imprenditori il timore è che con la riforma del catasto e la local tax la pressione fiscale aumenti proporzionalmente alle aliquote.