mercoledì 8 aprile 2015

Liberi professionisti, OK agli ammortizzatori sociali

08/04/2015 - Nessuna esclusione degli studi professionali dalla Cassa integrazione guadagni in deroga (CIG), ovvero il trattamento di integrazione salariale destinato ai lavoratori che non hanno i requisiti per accedere alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con l'Ordinanza n. 1108 dell'11 marzo 2015 (clicca qui) che ha ribaltato la precedente Ordinanza del TAR del Lazio n. 6365/2014 (clicca qui) con la quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Confederazione Italiana Libere Professioni (Confprofessioni) contro il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del decreto interministeriale 1 agosto 14, n. 83473 recante Definizione dei nuovi criteri per l'erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga che aveva previsto che la possibilità di richiedere il trattamento di integrazione salariale in deroga solo dalle imprese di cui all'art. 2082 del codice civile.

I giudici di Palazzo Spada, convinti dalle argomentazioni di Confprofessioni soprattutto nella parte riguardante la discriminazione generata dall'esclusione degli studi professionali e del personale che lavora presso di loro dal trattamento di CIG in deroga, hanno ritenuto che sussista il "il pregiudizio di cui all'articolo 55 del codice del processo amministrativo, dal momento che l'esecuzione dell'ordinanza impugnata comporterebbe l'effettiva e grave compromissione della attività economica del comparto in questione e dei livelli occupazionali da questi assicurati".

Con tali motivazioni i giudici del Consiglio di Stato hanno accolto l'appello di Confprofessioni e ammesso anche gli studi professionali al trattamento di CIG.

Il commento di Confprofessioni
"Siamo sulla strada giusta. Queste le parole del presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella che ha commentato la nota del Ministero del Lavoro del 25 marzo 2015 che ha invitato le Regioni e l'Inps a "dare puntuale esecuzione a quanto disposto dal Consiglio di Stato, consentendo alla parte ricorrente, in attesa che il Tar si pronunci nel merito, l'accesso al trattamento di Cig in deroga".

"Con l'ordinanza n. 1108 depositata l'11 marzo scorso - ha spiegato il Presidente Stella - la sesta sezione del Consiglio di Stato aveva accolto il nostro appello cautelare, sospendendo l'esecuzione dell'ordinanza del Tar Lazio che aveva rigettato la sospensiva avanzata da Confprofessioni sull'esclusione dei dipendenti degli studi professionali dalla Cig in deroga, contenuta nel decreto interministeriale del 1 agosto 2014. Per noi si è trattato di una battaglia sacrosanta contro un atto discriminatorio nei confronti dei professionisti e i loro dipendenti di studio, così come riconosciuto anche dal Consiglio di Stato".

"A questo punto - conclude Stella - tocca alle Regioni recepire l'ordinanza del Consiglio di Stato, così come richiesto dal ministero del Lavoro e disporre le risorse finanziarie ancora disponibili per concedere la completa erogazione dei trattamenti" sottolineando che "alcune Regioni, come Marche, Lombardia e Veneto, si sono già attivate per consentire ai professionisti l'accesso alla Cig in deroga. Adesso attendiamo fiduciosi la sentenza di merito del Tar Lazio, auspicando che si possa mettere la parola fine a questa vicenda".

Il commento di Confedertecnica
Chiaramente positivo il commento del Presidente di Confedertecnica, Calogero Lo Castro che ha affermato "Finalmente una conclusione positiva e si spera definitiva per la vicenda degli ammortizzatori sociali per i liberi professionisti tecnici. Un bene che finalmente sia chiaro per tutti che anche gli studi professionali avranno diritto alla Cassa integrazione in deroga, grazie all'intervento del Ministero del Lavoro che ha invitato Regioni ed Inps ad attuare la recente decisione del Consiglio di Stato sulla riammissione agli ammortizzatori sociali".

"Siamo preoccupati - ha concluso il Presidente Lo Castro - al di là della fruizione degli ammortizzatori sociali, per il perdurare dello stato di grave crisi del settore dei professionisti tecnici e porteremo le nostre istanze nei tavoli di confronto ai quali prenderemo parte nei prossimi giorni, in diversi ambiti istituzionali".

Interessante notare come per la prima volta la categoria delle professioni tecniche abbia potuto contare su un sindacato che ha portato avanti e raggiunto risultati concretamente utili per la categoria, perché come ripetuto più volte su queste pagine Ordini e Consigli Nazionale, non avendo alcun poter di rappresentanza (essendo organismi a iscrizione obbligatoria) non possono neanche intervenire con ricorsi di questa natura.

A cura di Gianluca Oreto -