mercoledì 13 maggio 2015

Pensioni novità, braccio di ferro tra governo Matteo Renzi, Unione europea e la Grecia


Un percorso difficile quello della riforma delle pensioni per il governo di Matteo Renzi. Oltre alle tensioni interne si aggiungono anche le difficoltà per passare il consenso dell'Unione Europea. Le ultime informazioni spiegano che le modifiche sulla riforma Fornero non piacciono molto all'Europa. Per i vertici europei infatti la priorità non è la riforma pensionistica. Le proposte di modifica delle pensioni a costi relativamente contenuti, come la distribuzione equa delle logiche di calcolo degli assegni, le mini pensioni e i quota 100, non sembrano superare il consenso della roccaforte europea.
Pensioni, braccio di ferro tra Italia ed Europa - Sarà una settimana importante per le pensioni in Italia. Si attendono le raccomandazioni della Commissione europea sui temi più caldi del momento: la stabilizzazione economica e le riforme del governo Renzi. Ma sul tavolo dei guru europei non passeranno le carte del buco di bilancio sui conti dell'Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps), così come verranno trascurate le carte desunte dai derivati sui titoli di Stato. Il governo Renzi deve stare attento: deve presentarsi all'Europa, con riforme pensionistiche e non, con un rapporto tra deficit e Pil (prodotto interno lordo) che non superi il limite del 3%. Altrimenti l'Europa risponderà con fermezza: una spada di Damocle, ossia la procedura di infrazione che comporterebbe delle multe salate da versare nelle casse dell'Europa.
Pensioni, tasse e debiti: il caso della Grecia - Da non trascurare il problema spinoso della Grecia. Il nostro Paese non è rimasto impassibile di fronte al crack del paese ellenico, accendendo un prestito. Il governo di Atene ha pienamente smentito di possedere 2 miliardi di euro destinati a stipendi e pensioni. Ma la Grecia non vive in una condizione felice. Sta scadendo il tempo previsto per la restituzione del prestito di 2,5 miliardi che il Fondo monetario internazionale ha fornito, per recuperare ossigeno, tra la fine di Maggio e i primi giorni di Giugno. A questo ci sono da aggiungere 7,5 miliardi di euro da restituire in estate alla Banca centrale europea per onorare le prime 2 rate di bond. La Grecia quindi è molto cauta al riguardo e non respira una primavera tranquilla. Il premier Tsipras dal canto suo non vuole ritoccare il sistema pensionistico, né svendere i beni dello Stato o intraprendere la strada forzosa di nuove tasse.