lunedì 31 agosto 2015

Immigrazione tra buonisti e duri e puri: per accogliere senza paura occorre avere una identità.

Ogni giorno uno sbarco. Ogni giorno vittime innocenti che di fatto fuggono da situazioni di disagio sociale, politico ed economico. Ieri ho incontrato Z.K. (non vuole sia pubblicato il suo nome) un ragazzo proveniente dalla Repubblica Centrafricana, lo incontro sempre mentre rovista tra i rifiuti. Il suo percorso si è snodato tra carovane di predoni, violenze indicibili, torture. Sulla strada per arrivare da noi ha visto morire tanti amici, tanti bambini. Non voglio fare la retorica del buonismo, ma vorrei farvi capire cosa attraversano queste persone per giungere fino a noi. Non so se sia più odioso il politicante che difende a oltranza ogni forma di immigrazione con discutibili giustificazioni o il politicante che attacca e accusa costantemente le politiche immigratorie italiane, seppure obbrobriose. E' vero ci sono casi in cui siamo noi ad andare a prendere i "barconi", ma la politica sbagliata risiede prima ancora di questo. Il buonista, dall'alto del suo radicalismo chic, non si accorge delle reali condizioni alle quali gli immigrati sono costantemente sottoposti; il duro e puro guarda al suo ombelico elettorale, invece di studiare politiche che diano forza economica al paese Italia e che garantiscano vita dignitosa alle famiglie italiane. Tutti e due puntano al mero tornaconto elettorale.

giovedì 20 agosto 2015

TrovaLavoro Newsletter Agosto

Oggi ho inviato la newsletter del TrovaLavoro con alcuni interessanti annunci: ferrovie e poste su tutti.
Controlla la tua casella di posta. Se non hai ricevuto nulla, controlla la casella "spam".

giovedì 13 agosto 2015

Gallus Canit Foto 2015

Dopo la grande riuscita della prima edizione e le numerose richieste di un bis, si ufficializza l’apertura alle iscrizioni per la 2° edizione del concorso fotografico Gallus Canit.
Il tema di quest’anno è “il lavoro Agricolo”

Il concorso fotografico, oltre a valorizzare la pratica agricola, settore primario dell’economia, promuovere una maggior sensibilizzazione alla sua tutela, coinvolgere appassionati di fotografia che avranno modo di cogliere istantanee e scatti del paesaggio rurale, vuole contestualmente valorizzare l’Agro Romano Antico nei dintorni di Gallicano nel Lazio (Rm).

mercoledì 12 agosto 2015

Cosa sono i dati aperti (open data)?

Ma cosa sono questi open data di cui si occupa questo manuale? In particolare, cos’è che rende aperti i dati e di quale tipo di dati stiamo parlando?

Cosa si intende per “aperto”?

Il presente manuale si occupa dei dati aperti, ma cosa sono esattamente i dati aperti? Per i nostri fini i dati aperti sono quelli che rientrano nella Open Definition:
lauranewman I dati aperti sono dati che possono essere liberamente utilizzati, riutilizzati e ridistribuiti da chiunque, soggetti eventualmente alla necessità di citarne la fonte e di condividerli con lo stesso tipo di licenza con cui sono stati originariamente rilasciati.
La full Open Definition spiega nei dettagli cosa questo significhi. Gli aspetti più importanti sono:
  • Disponibilità e accesso: i dati devono essere disponibili nel loro complesso, per un prezzo non superiore ad un ragionevole costo di riproduzione, preferibilmente mediante scaricamento da Internet. I dati devono essere disponibili in un formato utile e modificabile.
  • Riutilizzo e ridistribuzione: i dati devono essere forniti a condizioni tali da permetterne il riutilizzo e la ridistribuzione. Ciò comprende la possibilità di combinarli con altre basi di dati.
  • *Partecipazione universale: tutti devono essere in grado di usare, riutilizzare e ridistribuire i dati. Non ci devono essere discriminazioni né di ambito di iniziativa né contro soggetti o gruppi. Ad esempio, la clausola ‘non commerciale’, che vieta l’uso a fini commerciali o restringe l’utilizzo solo per determinati scopi (es. quello educativo) non è ammessa.
La ragione fondamentale per cui è importante chiarire il significato di “aperto” e del perché utilizzare proprio questa definizione, può essere identificata in un termine: interoperabilità.
L’interoperabilità è la capacità di diversi sistemi e organizzazioni di lavorare insieme (Inter-operare). In questo caso, è la capacità di combinare una base di dati con altre.
L’interoperabilità è importante perché permette a componenti diverse di lavorare insieme. L’abilità di rendere ciascun dato un componente e di combinare insieme vari componenti è essenziale per la costruzione di sistemi sofisticati. In assenza di interoperabilità ciò diventa quasi impossibile – come nel mito della Torre di Babele, in cui l’impossibilità di comunicare (e quindi di Inter-operare) dà luogo a un fallimento sistemico della costruzione della torre.
Nel caso dei dati ci troviamo in una situazione simile. Il punto cruciale di un bacino di dati (o linee di codice) accessibili e utilizzabili in modo condiviso è il fatto che potenzialmente possono essere liberamente “mescolati” con dati provenienti da fonti anch’esse aperte. L’interoperabilità è la chiave per realizzare il principale vantaggio pratico dell’apertura: aumenta in modo esponenziale la possibilità di combinare diverse basi di dati, e quindi sviluppare nuovi e migliori prodotti e servizi (questo tipo di vantaggi sono esaminati in dettaglio nella sezione sul ‘perché’ fare open data)
Fornire una chiara definizione di apertura assicura che sia possibile combinare dataset aperti provenienti da fonti diverse, evitando una nostra “Torre di Babele”: molti dataset, ma senza la possibilità di combinarli insieme in sistemi più ampi, dove si trova il vero valore dell’operazione.

Di quali dati stiamo parlando?

Abbiamo già visto esempi di dati che sono stati o che possono diventare aperti, e altri ne incontreremo in seguito. È comunque utile delineare per sommi capi quali tipi di dati sono aperti, o potrebbero diventarlo e, cosa altrettanto importante, quali non sono adatti per essere aperti.
La questione centrale è che nel momento si decida di rilasciare dati in formato aperto, ci si concentri su dati non personali, quelli cioè che non contengono informazioni su singoli individui.
Allo stesso modo altre categorie di dati pubblici non possono essere aperte per ragioni di sicurezza nazionale.

martedì 11 agosto 2015

Cerveteri: scoppia la polemica sul gender a scuola

S’infuria la polemica in vista delle nuove linee guida approntate dal Ministero dell’Istruzione nei cui programmi è inserito l’insegnamento della teoria “Gender”.
Contrastata fortissimamente da un gruppo di donne di Cerveteri alla cui testa c’è Livia, madre di quattro figli e altrettanti nipoti, che combatte strenuamente perché non passi questa nuova “disciplina” in ambito scolastico. Per l’occasione è stato creato un gruppo su WhatsApp perché le famiglie siano informate a che cosa si va incontro se nelle classi approdassero simili lezioni (dove sono incluse molte iniziative che sono legate all’educazione all’affettività, alla sessualità, alla sfera più intima dei ragazzi, ma che non si potrebbero definire propriamente “gender”).
Ammonisce la signora battagliera “Vi diranno di firmare il cosiddetto patto di corresponsabilità, previsto nel decreto della Buona Scuola, ma attenzione così li autorizzerete a impartire lezioni gender ai vostri figli e non potrete più opporvi. Proteggiamo i nostri figli”- conclude il messaggio inviato a decine e decine di contatti, invitando poi gli interessati a sottoscrivere, presso il Comune, il referendum abrogativo nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 13. Una mamma in particolare ha partecipato a Camposampiero a un incontro sul delicato argomento.
Anna, due bambini in età scolare negli istituti ceriti, attacca “Questa teoria mira alla destrutturazione dell’identità dei singoli insegnando ai nostri figli che al di là del proprio sesso biologico possono decidere autonomamente di appartenere a un altro Genere, includendo in questo Genere anche la pedofilia. In prospettiva quini questa devianza non sarà più un reato ma una condizione di Gender. Quindi insegneranno che non si nasce maschio o femmina ma si decide che cosa essere. A Padova questi programmi sono già diffusi e anche negli asili di Roma”. A Trieste aggiunge, ancora Anna molto preoccupata, “i bambini piccoli della prima infanzia possono esplorare il corpo dei compagni, si scambiano i vestiti, truccano i maschi, offrono ai bambini kit di peluche riproducendo organi maschili e femminili insegnando loro come funziona masturbazione e penetrazione.
E anche i libri adottati rasentano la pornografia (un titolo sul web è svizzero “Lisa und Jan)”. Le note di angoscia e forte perplessità sono condivise da numerose famiglie, disorientate di fronte a programmi in cui saranno coinvolti migliaia di bambini forse non ancora pronti ad affrontare simili tematiche. Infatti girano sul web e sui social network notizie allarmanti sul tema che verrà trattato nelle classi, rivolto a bambini piccoli e piccolissimi.
Libertà di educazione e libertà di espressione, quindi questa è la posta in gioco, adesso.
Giovedì 13 agosto alle 17,30, presso la Chiesa SS. Trinità di via Fontana Morella, dopo l’Adorazione Eucaristica, verrà proposta una preghiera per fermare il gender nelle scuole.

8 progetti #startup italiani raccolgono 250mila euro su #withyouwedo

WithYouWeDo, la piattaforma online gratuita di crowdfunding di TIM, ha consentito a 8 progetti di startup di raccogliere complessivamente 250mila euro. Un traguardo che aprirà la strada a ogni singola realizzazione.
"I progetti si sono aggiudicati un Grant TIM (ciascuno non superiore al 25% dell'obiettivo economico per un massimo di 10.000 Euro) per un valore totale di oltre 50.000 Euro", spiega TIM.  
WithYouWeDo mette infatti a disposizione di cittadini ed enti del terzo settore o del non profit uno strumento digitale di raccolta fondi, coadiuvando progetti nei campi della cultura digitale, dell'innovazione sociale e della tutela dell'ambiente.

L'iniziativa è parte delle attività "#ilfuturoèditutti" di Corporate Shared Value di TIM, un programma di interventi basati sulla creazione di valore condiviso con le comunità in cui il Gruppo Telecom Italia opera.
Nello specifico i progetti vincenti sono:
  • Echogreen Festival della Fondazione Fabbroni di Perugia persegue lo sviluppo ecosostenibile nelle aree lacustri attraverso il binomio arte & ambiente - cultura & greeneconomy;
  • Ecosin della società Morgana Production di Roma intende produrre, grazie alle tecnologie digitali, informazioni aggiornate, costanti e trasversali sullo stato dei territori interessati da fenomeni di inquinamento e bonifica;
  • IC+ [I See Plus] della Fondazione Diversabilia di Torino, con Fondazione Carlo Molo onlus e Tactile Vision, nell'ambito di Torino + Cultura Accessibile, punta a facilitare la fruizione del patrimonio artistico nazionale a persone con deficit sensoriali.
  • Il Monastero del 3°millennio dell'Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo di Mesagne (BR) mira a trasformare l'ex Convento dei Cappuccini di Mesagne in un luogo di accesso alla cultura moderna e digitale, dove facilitare la condivisione delle conoscenze e l'apprendimento continuo;
  • Mappina dell' Associazione Culturale Mappina di Napoli si propone di comporre, attraverso l'esperienza quotidiana dei cittadini, una mappa delle città che sia una narrazione collettiva dell'utilizzo degli spazi urbani;
  • Social Books della cooperativa sociale Archilabò di Bologna intende promuovere la co-creazione di materiali didattici digitali e multimediali a scuola;
  • Studenti Reporter di UMedia di Catania ha come scopo quello di insegnare ai ragazzi dai 12 ai 18 anni il "lavoro" del giornalista multimediale, operando nelle scuole;
  • Yellow Telephone App dell'Associazione Bambinisenzasbarre di Milano vuole garantire il diritto dei minorenni alla continuità del legame affettivo con il genitore detenuto, aiutando i figli minori, i coniugi e i parenti ad orientarsi nel difficile mondo delle visite in carcere. Fonte:  http://www.tomshw.it