martedì 11 agosto 2015

Cerveteri: scoppia la polemica sul gender a scuola

S’infuria la polemica in vista delle nuove linee guida approntate dal Ministero dell’Istruzione nei cui programmi è inserito l’insegnamento della teoria “Gender”.
Contrastata fortissimamente da un gruppo di donne di Cerveteri alla cui testa c’è Livia, madre di quattro figli e altrettanti nipoti, che combatte strenuamente perché non passi questa nuova “disciplina” in ambito scolastico. Per l’occasione è stato creato un gruppo su WhatsApp perché le famiglie siano informate a che cosa si va incontro se nelle classi approdassero simili lezioni (dove sono incluse molte iniziative che sono legate all’educazione all’affettività, alla sessualità, alla sfera più intima dei ragazzi, ma che non si potrebbero definire propriamente “gender”).
Ammonisce la signora battagliera “Vi diranno di firmare il cosiddetto patto di corresponsabilità, previsto nel decreto della Buona Scuola, ma attenzione così li autorizzerete a impartire lezioni gender ai vostri figli e non potrete più opporvi. Proteggiamo i nostri figli”- conclude il messaggio inviato a decine e decine di contatti, invitando poi gli interessati a sottoscrivere, presso il Comune, il referendum abrogativo nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 13. Una mamma in particolare ha partecipato a Camposampiero a un incontro sul delicato argomento.
Anna, due bambini in età scolare negli istituti ceriti, attacca “Questa teoria mira alla destrutturazione dell’identità dei singoli insegnando ai nostri figli che al di là del proprio sesso biologico possono decidere autonomamente di appartenere a un altro Genere, includendo in questo Genere anche la pedofilia. In prospettiva quini questa devianza non sarà più un reato ma una condizione di Gender. Quindi insegneranno che non si nasce maschio o femmina ma si decide che cosa essere. A Padova questi programmi sono già diffusi e anche negli asili di Roma”. A Trieste aggiunge, ancora Anna molto preoccupata, “i bambini piccoli della prima infanzia possono esplorare il corpo dei compagni, si scambiano i vestiti, truccano i maschi, offrono ai bambini kit di peluche riproducendo organi maschili e femminili insegnando loro come funziona masturbazione e penetrazione.
E anche i libri adottati rasentano la pornografia (un titolo sul web è svizzero “Lisa und Jan)”. Le note di angoscia e forte perplessità sono condivise da numerose famiglie, disorientate di fronte a programmi in cui saranno coinvolti migliaia di bambini forse non ancora pronti ad affrontare simili tematiche. Infatti girano sul web e sui social network notizie allarmanti sul tema che verrà trattato nelle classi, rivolto a bambini piccoli e piccolissimi.
Libertà di educazione e libertà di espressione, quindi questa è la posta in gioco, adesso.
Giovedì 13 agosto alle 17,30, presso la Chiesa SS. Trinità di via Fontana Morella, dopo l’Adorazione Eucaristica, verrà proposta una preghiera per fermare il gender nelle scuole.