lunedì 31 agosto 2015

Immigrazione tra buonisti e duri e puri: per accogliere senza paura occorre avere una identità.

Ogni giorno uno sbarco. Ogni giorno vittime innocenti che di fatto fuggono da situazioni di disagio sociale, politico ed economico. Ieri ho incontrato Z.K. (non vuole sia pubblicato il suo nome) un ragazzo proveniente dalla Repubblica Centrafricana, lo incontro sempre mentre rovista tra i rifiuti. Il suo percorso si è snodato tra carovane di predoni, violenze indicibili, torture. Sulla strada per arrivare da noi ha visto morire tanti amici, tanti bambini. Non voglio fare la retorica del buonismo, ma vorrei farvi capire cosa attraversano queste persone per giungere fino a noi. Non so se sia più odioso il politicante che difende a oltranza ogni forma di immigrazione con discutibili giustificazioni o il politicante che attacca e accusa costantemente le politiche immigratorie italiane, seppure obbrobriose. E' vero ci sono casi in cui siamo noi ad andare a prendere i "barconi", ma la politica sbagliata risiede prima ancora di questo. Il buonista, dall'alto del suo radicalismo chic, non si accorge delle reali condizioni alle quali gli immigrati sono costantemente sottoposti; il duro e puro guarda al suo ombelico elettorale, invece di studiare politiche che diano forza economica al paese Italia e che garantiscano vita dignitosa alle famiglie italiane. Tutti e due puntano al mero tornaconto elettorale.
Conosciamo ormai benissimo cosa si nasconde dietro ogni forma di immigrazione: sfruttamento, soldi, business. Questo accade quando si toglie di mezzo l'essere umano, la sua dignità attorno alla quale ed infunzione della quale dovrebbe ruotare ogni scelta politica. Continuiamo da anni a scannarci se sia giusto o meno, possibile o impossibile, accogliere o non accogliere questi disgraziati. Ma intanto altri ne continuano a sbarcare. Tra loro molti non arriveranno a destinazione, tra loro molti bambini scompariranno non si sa dove... perché nessuno ne parla. E al diavolo quelle foto dei morti annegati. Non scalfirete la coscenza di nessuno pubblicando quelle foto, non vi laverete certo la vostra coscenza dicendo "ve l'ho fatti vedere". Presto in tutta Italia arriveranno gli "smistati" dalla Sicilia. Presto in nessuna parte d'Italia ci sarà più posto per loro. Presto in nessun comune d'Italia ci saranno risorse a sufficienza per poter garantire vita dignitosa. "E allora rimandiamoli a casa loro"... lo so che lo stai pensando, ma ti sembra una soluzione logica?
O è più la soluzione che può scaturire da una mente un po' sempliciotta? Ci hanno divisi facendoci credere che il problema principale siano gli sbarchi. Ma il problema vero siamo noi. Il problema è l'Italia. Un paese inadeguato ad affrontare le sfide del terzo millennio: inadeguata a far fronte ad emergenze come un temporale, figuriamoci ad una invasione di profughi. Se non siamo in grado nemmeno di recapitare una cartella esattoriale per un bollo scaduto, figuriamoci se siamo in grado di controllare questi cittadini sul territorio nazionale. Sentenze strampalate di giudici dalla lacrima facile, forze dell'ordine corrotte, corruttibili e, se brave, rimosse perché danno fastidio a qualche mammasantissima del cazzo, fanno il resto. Non siamo un sistema che può accogliere. Per accogliere senza paura occorre avere una identità. Per avere una identità occorre avere una coscenza civica. Per avere una coscenza civica occorre essere una nazione. Vera. 
La retorica de' "l'Italia ce la farà come sempre" poteva valere negli anni 80, forse 90. Ma non più oggi. Occorre programmare politiche serie, comunali e nazionali, affinché si ponga risolutamente mano al problema immigrazione. Perché poi non si possa occupare militarmente in nord Africa e porre all'Europa in fatto compiuto, questo mi è chiaro. Chiaro ma fino a un certo punto.