martedì 8 settembre 2015

Formale istanza al Presidente della Repubblica sul tema IMU TERRENI EDIFICABILI



Ho presentato in questi giorni, formale istanza al Presidente della Repubblica. L'IMU sui terreni edificabili è forse una delle tasse più eque, o almeno potrebbe esserlo, poiché si basa sul valore di mercato del terreno. I problemi sorgono quando la tassa viene calata nei comuni per la sua applicazione. Spesso tecnici poco competenti creano delle storture che determinano pagamenti davvero spropositati.

Egr. Presidente,
con la presente vorrei sottoporre alla Sua ill.ma attenzione, un problema comune a molti cittadini italiani proprietari di terreni edificabili. Cittadini ormai in preda alla disperazione più totale.
Gran parte di coloro che sono diventati proprietari di tali terreni, non lo hanno fatto per speculazioni edilizie, ma in seguito a lasciti testamentari. Si tratta di terreni che un tempo servirono a sfamare intere famiglie e che oggi, invece, risultano un vero cappio al collo poiché, la qualifica di edificabilità ed il possesso determinano annualmente un esborso di migliaia di euro. Si tratta spesso di pensionati in gravissime difficoltà economiche.

Come Ella ben saprà, l’IMU sui terreni edificabili si paga in base al valore venale in comune commercio del terreno. Per la legge il terreno è edificabile anche in assenza di piani particolareggiati. Di fatto si deve pagare per il solo possesso del terreno qualificato come edificabile, anche in assenza dell’effettiva possibilità di edificare.
Tale imposta, basata sul valore venale in comune commercio dell’immobile, sarebbe la più equa possibile se attuata correttamente. Purtroppo però la sua applicazione trova facile interpretazione tra le burocrazie comunali, i tecnici professionisti e le Commissioni Tributarie. A differenza di ciò che la legge prevede, molti comuni non deliberano i valori al primo gennaio di ogni anno; non c’è trasparenza nel riuscire a capire perché un determinato terreno abbia un valore piuttosto che un altro; non c’è trasparenza nelle metodologie utilizzate per la valutazione di tali terreni. Sembra quasi che, per fare cassa, i comuni procedano determinando prima il gettito, dividendolo per l’aliquota ed ottenendo il valore dei terreni.
Le chiedo, in nome della costituzione italiana secondo la quale tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, se sia possibile un Suo autorevole intervento al fine di rendere tale tipo di tassazione più equa.
Distinti saluti.