martedì 1 settembre 2015

Su Gallicano nel Lazio, Accordino sta sbagliando. Riflessioni di fine estate...

A due anni dall'insediamento della nuova giunta comunale di Gallicano nel Lazio, è giusto fare dei bilanci, se non definitivi, quantomeno indicativi della situazione. Da 20 anni governano le stesse persone, ma non lo ritengo un merito, semmai le condizioni del paese dimostrano come la spinta innovativa di un nuovo gruppo sorto dalle macerie di Tangentopoli, si stia ormai affievolendo. Non c'è ricambio generazionale, e questo è un guaio. In ogni campo. Sul degrado del territorio e sulle tasse troppo alte se ne discute solo su Facebook e si promette tutto a tutti. So già che questo articolo finirà su qualche oscura scrivania, ma per fortuna la libertà di espressione è ancora consentita.


Non voglio evitare accuratamente polemiche con chi sta governando Gallicano, questo mio articolo sarà anche un po' politicamente scorretto. Ho sempre cercato una riflessione serena con la maggioranza, ma impossibile da attuare. Una gestione "bulgara" della cosa pubblica a questi livelli è impensabile. Invece di cercare collaborazione e condividere riflessioni, sia il Sindaco (Accordino) che la sua giunta hanno sempre teso a nascondersi dietro i problemi del bilancio comunale e dietro mille cavilli burocratici, dietro tranelli e agguati amministrativi, che se fossimo dei quattordicenni alle prese con tempeste ormonali potrei anche capire. Le uniche idee (partorite nemmeno da questa amministrazione) sono un impiano a biogas da 40mila tonnellate annue ed un megacimitero da 120mila loculi. Questa è l'idea di sviluppo di una giunta fatta di persone che hanno in media 50 anni. La loro epoca è quella dell'ILVA di Taranto, dell'ex SNIA di Largo Preneste, cosa possiamo pretendere da menti proiettate al passato in questo modo? 

Il 3 settembre saremo chiamati a discutere del bilancio di previsione 2015. Siamo stati chiamati, anzi richiamati, dalla Prefettura stessa. Eh si, perché il termine ultimo per l'approvazione del bilancio era al 30 luglio 2015. Termine non rispettato dall'amministrazione che ha dunque ricevuto l'intimazione da parte della Prefettura. Un bilancio lacrime e sangue. Con il costo di mensa scolastica e scuolabus che ricadrà quasi interamente sulla popolazione. Con la mossa, per indorare la supposta, sella rinuncia dell'indennità da parte degli assessori. Una mossa che chiedemmo 2 anni fa, appena insediati e che, ad oggi, avrebbe permesso di accantonare qualche gruzzolo. Ma fummo chiamati populisti direttamente dal sindaco. Con questo atteggiamento prevenuto nei nostri confronti è possibile un confronto pacato e sereno? Ma quanto ce ne sarebbe bisogno oggi che ci troviamo a fare i conti con 2milioni di euro di debito, spalmato in 30 anni. Ogni anno partiremo con 80mila euro circa in meno da sanare. Si può creare sviluppo in queste condizioni? Io dico di sì, ma sfruttando quello che oggi la legge mette a disposizione (come il baratto amministrativo), oppure sfruttando quanto di straordinario questo territorio ha da offrire (penso a Passerano, al turismo, all'agricoltura) settori nei quali non tutti i comuni possono eccellere. Gallicano potrebbe, ma è frenato da questa mentalità ossessivo-compulsiva secondo la quale solo il mattone ed il cemento portano sviluppo. Dice bene Renzi quando bacchetta i Sindaci di darsi una mossa, una svegliata.

Senza riflessioni serie, pacate e serene sulle condizioni del bilancio comunale; senza il coinvolgimento dei seppur piccoli settori produttivi di Gallicano nel Lazio; senza una seria valutazione mensile dei flussi di cassa comunali, penso sia impossibile che questo paese possa risalire la china. Agosto è stato un mese determinante per le sorti del bilancio. Il 14 agosto ci siamo trovati a discutere in conferenza dei capigruppo, il 26 Agosto in commissione bilancio. Senza dire che il 27 Luglio ci eravamo già visti per un'altra conferenza dei capigruppo, nella quale c'erano state date rassicurazioni circa la tempistica corretta per l'approvazione del bilancio. Rassicurazioni smentite poi dalla lettera del Prefetto. Unica premura del sindaco è stata quella di indire una commissione urbanistica (sì, avete letto bene, URBANISTICA) per il 29 luglio. Quando invece si era in scadenza di bilancio. Un atteggiamento a dir poco grottesco che denota totale confusione ed accentuato personalismo. Ma anche una velata dimostrazione di paura nei miei confronti (poiché non siedo in commissione urbanistica). Dimostrazione che non mi lusinga affatto. Si tratta pur sempre di un comune in cui rappresento dei cittadini che a buon diritto hanno delle domande da porre e delle risposte da ottenere.

Come si possa lavorare per il bene comune in queste condizioni è difficile dirlo e farlo. A noi opposizione spetta un ruolo di controllo che continuiamo a fare e sempre faremo, nei limiti che la gestione dell'amministrazione ci pone davanti. Le proposte che ho sempre fatto e portato avanti in comune le conoscete, ma mai ho trovato disponibilità da parte dell'amministrazione. L'ultima, un progetto di openData per l'amministrazione che, oltre a consentire un risparmio sui costi di gestione del territorio, permetterebbe di far entrare nelle casse comunali una cifra come 120mila euro e dare opportunità di lavoro e crescita professionale. Staremo a vedere se il sindaco vorrà dare attuazione a questo progetto, oppure continuare imperterrito nel muro contro muro. 

Quanto alla questione IMU sui terreni edificabili il discorso sarebbe molto lungo. Da quanto ho appurato nella mia visita agli uffici del CEP, risulterebbe una qualche minima discrezione da parte degli uffici nell'invio delle cartelle esattoriali a chi evade. Chiaramente, l'evasore cronico è quasi impossibile da individuare (con i mezzi che ci sono, aggiungo io), mentre per chi commette dei meri errori materiali, o chi evade la prima volta, si procede a fare dei riscontri tra dati comunali, Agenzia delle Entrate e Catasto. Qui nasce la discrezione. Una questione sulla quale sarebbe interessante approfondire tempistiche e fare raffronti caso per caso.

Sulle difficoltà che poi ha il comune nel pagamento verso le imprese, questo è un altro aspetto. Il comune non riesce a pagare nei tempi che la legge stabilisce (30 gg). Se vi fossero dei flussi di cassa aggiornati mensilmente, credo sia più sistematica ed analitica la possibilità di pagare i relativi creditori volta per volta. Senza flussi di cassa sarebbe più facile poter scegliere chi pagare prima e chi no. A volte le difficoltà di bilancio sono scuse per una cattiva gestione e non l'effetto. 

In ogni bilancio che mi sono trovato a discutere, ho sempre e solo sentito parlare di numeri, di conti, ecc. Non che non si debba, un bilancio è pur sempre un lavoro di conteggi che devono tornare tra entrate e uscite, ma spesso mi sarei aspettato di parlare di famiglie, di prospettive per il paese, di confrontarmi sulla visione futura che si ha di Gallicano. Questo non è mai avvenuto. O perché la maggioranza non si vuole confrontare o perché una visione non ce l'ha.