martedì 17 novembre 2015

Marco Placidi (Sotterranei di Roma), ci spiega le potenzalità (anche economiche) di un territorio come quello di Gallicano



Marco Placidi è il responsabile del sito www.sotterraneidiroma.it.
Ci siamo incontrati di persona durante l'evento "Gallus Canit Foto" a Passerano ed ho avuto modo di apprezzare alcuni progetti portati avanti dal suo gruppo di speleo-archeologi. Ho voluto intervistarlo per farci spiegare in cosa consiste questa attività e, soprattutto, che potenzialità potrebbe avere il territorio di Gallicano nel Lazio in termini economici, di occupazione e di ricchezza diffusa.

Caro Marco, spiegaci cos'è la speleologia e come è nata in te questa passione.

In realtà parliamo di speleo archeologia, ossia un'attività di tipo archeologico che si avvale di tecniche di progressione tipiche della speleologia tradizionale.  È nata perché coinvolto da un amico in un corso di speleologia per frequentare cavità naturali, dopo un paio d'anni di frequentazione il mio interesse per l'archeologia ha prevalso e da li si è miscelato con l'interesse speleologico, dando vita a questa particolare attività.

L'attività di "Sotterranei di Roma". Il mondo sotterraneo suscita sempre un certo fascino, soprattutto se c'è da scoprire una città come Roma. Chiunque può contattarvi? E' possibile fare delle visite guidate?

Il nostro obiettivo è valorizzare il patrimonio (enorme) sotterraneo di interesse archeologico. Per arrivare a questo ci siamo organizzati sia per studiare i siti archeologici di difficile accessibilità, collaborando spesso con le Soprintendenze, e allo stesso tempo favoriamo l'organizzazione di tour e visite nei sotterranei più facilmente accessibili, in modo che sia i romani, ma tutte le persone affascinate da tale mondo, si rendano conto del potenziale che offre la nostra città. L'attività è aperta a chiunque, anche se con delle regole di fruizione. Comunque tutto è ampiamente descritto nel nostro portale www.sotterraneidiroma.it


Il progetto del quale andate più fieri? Raccontaci come è nato e come si è sviluppato.

Abbiamo tantissimi progetti nel palinsesto delle attività effettuate in venti anni di storia, ultimo solo in ordine di tempo e che per certi versi ha caratterizzato l'apice culturale della nostra attività è stato lo studio e mappatura del sistema sotterraneo del palatino e del Foro romano. Si tratta di un universo complesso e variegato di sistemi che spaziano tra domus sotterranee, acquedotti, cave, fognature dove la storia sembra davvero essersi fermata. Vedere un segno di scavo di una picconata ti porta alla mente il tempo trascorso che sembra non aver scalfito quel gesto che, anche se vecchio di 2000 anni, sembra essere stato prodotto solo pochi giorni prima.
Se poi si pensa di trovarsi nel vero cuore dell'Urbe, la culla della nostra civiltà, allora diventa il tutto una miscela esplosiva che non può non far amare quest'attività che ci contraddistingue come un ultimo fronte di ricerca, sotto i nostri piedi.

La provincia di Roma è ricca di reperti archeologici. In un territorio come quello di Gallicano, dove esiste già un percorso degli Acquedotti, quale valore aggiunto potrebbe portare il vostro lavoro?

Il territorio di Gallicano è un mix di cultura, natura e archeologia. Gallicano ha un potenziale enorme che nel bene e nel male non è mai stato valorizzato. Da un lato lo rende incontaminato e assolutamente preservato, dall'altro non ci si spiega come mai, a livello istituzionale, non si traccino le linee guida per poter costruire un percorso sostenibile che crei occupazione e valorizzazione del territorio, magari proprio a quel bene che tutta l'umanità ci invidia e che è costituito proprio dagli acquedotti.

Dalla tua esperienza, la speleologia, e più un generale l'archeologia e la cultura, possono portare benefici economici ad un territorio? Se sì, come?

Come accennato precedentemente il territorio come quello di Gallicano, che offre capillarmente delle risorse di interesse, si presta ad una fruizione turistica variegata e dedicata a diverse classi di fruizione. Si possono creare percorsi di visita che sposano la ricchezza delle realizzazioni romane, con le splendide scenografie naturalistiche dei fossati, dove la ricchezza di varietà arboree ha dell'incredibile.
Immaginate ad arrivare ad un punto di visita come ad esempio a ponte Pischero e poter scegliere di visitare il territorio con un percorso di archeo trekking, in mountain bike o addirittura a cavallo.
Immaginate di trovare lungo il percorso dei punti ristoro con un infinità di percorsi alternativi e magari arrivare a coprire, con altrettante tappe, il percorso degli acquedotti che spesso ricalca quello della via francigena meridionale. Sembra di stare a parlare di chissà quale località e invece se si pensa che Gallicano dista da Roma, solo venti minuti di autostrada, ci viene da chiederci, cosa stiamo aspettando.

Anche a me viene da chiedermi "cosa stiamo aspettando?". Ormai da tre anni non facciamo altro che ripetere a squarciagola le potenzialità che ha questo territorio. Come ho sempre avuto modo di dire, non siamo "quelli del no ad ogni costo". Siamo anche qui per dare un contirbuto di idee. Penso proprio che dall'esperienza degli amici di Sotterranei di Roma possa nascere qualcosa di molto positivo anche per Gallicano. Da consigiere comunale mi impegnerò a portare avanti queste idee. Un grazie a Marco per la disponibilità. Se avete domande e opinione potete scrivere nei commenti.