domenica 17 aprile 2016

Gli autistici non vanno in gita, ma poi ci mettiamo le sciarpette Telethon

Il 15 aprile è apparsa la notizia che in una scuola di Legnano non ci sarebbe stata nessuna gita scolastica in
Austria per una bambina di 14 anni affetta da autismo, mentre i suoi compagni oggi dovrebbero partire alla volta di Salisburgo.

Sembrerebbe che nei messaggi whatsapp delle compagne fosse iniziata a serpeggiare qualche preoccupazione: chi dividerà con lei la camera? Chi si prenderà la responsabilità della compagna? Un crescendo che arriva anche ai genitori della piccola. Il 15 marzo viene convocato il consiglio di classe e tutto esplode: nel verbale non ufficiale preparato dai rappresentati dei genitori si dice che: "visti alcuni episodi che sono successi di recente i docenti si riservano di convocare un consiglio di classe straordinario dove decidere che la  classe non farà il viaggio di istruzione".

Oggi però la classe a preso la strada dell'Austria senza la piccola affetta da autismo. 

La scuola di giustifica dicendo che tutto è stato fatto per accompagnare l'inserimento della bambina, ed in effetti era ed è seguita da una insegnante di sostegno. Ma non è questo il punto.

Siamo bombardati dalla pubblicità di Telethon che costantemente ci ripete, con la voce rotta dal pianto di una mamma che invece di poter insegnare al proprio figlio a giocare. deve  sperare di vederlo sopravvivere.

Sono parole che fanno effetto, grazie alle quali mandiamo un sms, ci mettiamo la sciarpetta Telethon, ma poi non ce e frega un cazzo di bambini discriminati perché autistici. Allora non facciamo gli ipocriti. Non diciamo "sono bambini come gli altri". Siamo una società che va sempre più di corsa, che è pronta a puntare il dito in nome di una superiorità che ci viene da secoli di "civiltà". E poi ci laviamo la coscienza con 2 euro di sms.