martedì 12 luglio 2016

Città tossiche

[di A. Incorvaia su ilbecco.it] Le problematiche ambientali in Italia ormai sono all’ordine del giorno. I roghi di Pianura e Scampia, i cumuli di spazzatura nelle periferie del sud Italia, il “mercato” dello smaltimento sempre più in mano alle mafie e al loro universo gravitante.
Uno dei casi più emblematici arriva dallo smaltimento dell’amianto, un problema irrisolto per il nostro paese, sempre più ostaggio di immondezzai sparsi e discariche abusive.

Un business che non vuole fermarsi, un’ occasione redditizia per chi vuole produrre ricchezza causando danni all’uomo e all’ambiente. La soluzione sembra essere lontana da una definitiva via d’uscita e il decreto Sblocca Italia emanato dal governo alla fine del 2014 non fa altro che intorpidire le acque.
In questo provvedimento governativo infatti si parla di nuovi termovalorizzatori, impianti che come nel caso del comprensorio di Milazzo, area individuata tra le 54 per questo tipo di impianti (leggi qui). Tralasciando l’elemento e la criticità dello smaltimento dei rifiuti, troppo spesso causa di problematicità per amministrazioni che sulla gestione del servizio della nettezza urbana rischiano anche il tracollo (il caso di Livorno è emblematico), in un Paese che ancora fatica a realizzare una rete funzionate di differenziata e compostaggio, i rischi dell’ “abbandono” (soprattutto riferito a scarti definititi pericolosi) sono reali.


Criticità tipica sia dei grandi centri che degli agglomerati urbani minori, in regioni come la Sicilia poi la situazione risulta essere aggravata. È il caso di Licata, cittadina in provincia di Agrigento (a dir la verità un po tutto il settore della Sicilia Sud-occidentale). Qui grazie ad associazioni come A Testa Alta, che si è occupata della tragica situazione concernete le discariche abusive di amianto, e al neonato collettivo Controvento, il quadro quantomeno risulta essere, drasticamente, a disposizione di tutti. Pochi giorni fa è uscita, tramite un comunicato, la mappatura dei siti del quartiere Playa ad opera del giovane collettivo Controvento.

“Mappatura Ecologica” ecco come è stata chiamata quest’azione, la quale va ad aggiungersi alla già sopracitata azione dell’Associazione A Testa Alta per quel che riguarda la mappatura delle discariche di amianto, sparse su tutto il territorio. La mappatura ecologica ha riguardato sei siti lungo la costa orientale della città, individuando immondezzai a cielo aperto nei pressi di caseggiati e abitazioni. A partire da ciò la denuncia alle istituzioni di competenza e al comune del paese agrigentino, senza tuttavia (e almeno per ora) avere riscontro. Il monitoraggio è stato effettuato tra il Gennaio 2015 e il Gennaio 2016 (unito già ad una raccolta-firme lanciata per la disinfestazione, totalmente ignorata dall’amministrazione locale). Il dato è allarmante se unito alla questione di abbandono in cui versano ad esempio i beni confiscati a cosa nostra proprio nel comune suddetto, oggetto di articoli su stampa nazionale (leggi qui).

La mappatura del quartiere Playa è solo l’inizio per un progetto che prevede la mappatura di tutti i quartieri che compongono il territorio comunale. Una pratica di (buona) cittadinanza volta a creare consapevolezza nella popolazione lasciata troppo spesso a naufragare senza speranza. Il rilancio dei territori passa esclusivamente dalla gestione amministrativa corretta e volta alla lotta alla corruzione e alle mafie. La presenza di un collettivo come Controvento e di un’associazione come A Testa Alta (Proprio un anno fa passo da qui la carovana di Libera con Don Ciotti ndr), possono essere volano, ripresa per una collettività, qui come in tanti altri luoghi, oggetto di speculazioni sociali. Il mondo delle periferie è sempre più difficile, cominciare da li è segno di coraggio, volontà di ripresa se si vuole guardare ad un nuovo modo di intendere la politica.

Pubblicato su ilbecco.it il 5/7/2016