martedì 12 luglio 2016

No alla cancellazione della data di scadenza per l'olio extravergine di oliva.



Chiediamo che il Parlamento italiano faccia un passo indietro nell'iter di approvazione della norma europea che abroga il limite massimo di 18 mesi dalla data di imbottigliamento dell'olio extra vergine di oliva e che non accetti la modifica dell'art. 7 della legge n.9 del 2013.
Con l'approvazione della normativa europea il Parlamento italiano di fatto approva il commercio di olio vecchio. Inoltre, la stessa normativa europea incide anche sulla trasparenza della filiera, cancellando la evidenza cromatica sull'etichetta, che attualmente distingue gli oli comunitari da quelli made in Italy.
Questo passo indietro da parte del Parlamento italiano costituisce un danno incalcolabile per i produttori di olio italiano, e ovviamente anche per i consumatori: l'olio extravergine di oliva conserva le sue proprietà se consumato entro i 18 mesi dall'imbottigliamento.
L'Italia è tra i maggiori produttori di olio extravergine di oliva in Europa. Produciamo olio di oliva da millenni e i nostri standard qualitativi sono i più alti al mondo. Per logica è l'Unione europea che dovrebbe adeguarsi ai nostri standard qualitativi e non dovremmo essere noi ad accettare delle vie al ribasso.
Chiediamo ai parlamentari italiani in Europa di difendere con azioni concrete, e non solo a parole, il made in Italy in Europa. Questa normativa europea agevola le grandi multinazionali a danno della qualità e del rigore delle aziende produttrici italiane, che ancora una volta vengono lasciate sole nella battaglia per la difesa del made in Italy.
Con l'approvazione incondizionata della normativa europea verrà inferto un danno ai consumatori e ai produttori italiani. A guadagnarci sarà solo chi opera con standard qualitativi più bassi di quelli italiani.