venerdì 30 dicembre 2016

Il Jobs Act non crea lavoro, ma permette solo a chi ne aveva uno precario, di averne un altro. Per giunta precario.

Mercato del lavoro: crescono i precari
Un anno fa, esattamente il 22 dicembre 2015, veniva sottoscritto l'accordo sull'unificazione delle fonti sul mercato del lavoro. Oggi Istat, Inps, Inail e Ministero del Lavoro hanno emanato una nota trimestrale congiunta sullo stato dell'occupazione in Italia. Tale nota, per la seconda metà del 2016, mostra la crescita dei contratti precari. I giovani i più penalizzati. Confermato l'immobilismo delle politiche attive.
 
La maggioranza degli assunti in Italia ha un contratto a termine
Nella seconda metà del 2016 l’occupazione cala, i contratti precari crescono, lavorano di più gli over 50, i più penalizzati sono i giovani. La crescita dell’occupazione sull’anno è stata calcolata in 543 mila unità, di cui 487 mila a tempo indeterminato. Coincide con l’erogazione degli incentivi pubblici (tra gli 11 e i 18 miliardi in un triennio) erogati dal governo alle imprese. Il taglio della decontribuzione per i neoassunti da 8040 a 3250 euro ha provocato un drastico calo di queste assunzioni e alla crescita dei contratti a termine che rappresentano la stragrande maggioranza degli assunti in Italia.
 
Voucher: è boom
Confermato il boom dei voucher: venduti 121 milioni nei primi dieci mesi del 2016, 88 milioni usati, pari allo 0,23% del costo del lavoro totale in Italia. Se i voucheristi fossero all’interno di un contratto di lavoro, ci sarebbero 47 mila lavoratori a tempo pieno. Confermato l’immobilismo delle politiche attive previste dal Jobs Act.
 
Analizziamo il dettaglio: sempre meno gli occupati under 35
L’analisi in dettaglio è utile per comprendere le diseguaglianze costitutive del mercato del lavoro. Sono sempre meno occupati gli under 35, lavorano di più gli over 50. Nella prima fascia di età l’occupazione è calata di 55 mila unità nel terzo trimestre precedente e di 29 mila rispetto a quello dell’anno scorso. Tra gli over 50 prosegue invece la crescita occupazionale, sia pure in misura minore. Gli occupati ultra-cinquantenni sono cresciuti di 79 mila unità rispetto al secondo trimestre 2016 e di 344 mila unità (+4,6%) rispetto al terzo trimestre 2015.
 
Paghiamo ancora la riforma Fornero
È l’effetto della riforma Fornero che ha allungato l’età pensionabile e oggi incide sul numero complessivo degli occupati. Il Jobs Act non crea nuova occupazione, ha eliminato le tutele contro i licenziamenti senza giusta causa e permette solo a chi aveva già un lavoro precario di averne un altro. Per giunta precario. Numeri, e tendenze, da tenere presenti quando il prossimo esponente del governo, come ha fatto il ministro del lavoro Poletti, tornerà alla carica con la retorica paternalista «contro i giovani che non lavorano» o che vanno all’estero.