mercoledì 5 luglio 2017

Che fare se il bagno del lavoro è sempre sporco?

È possibile allontanarsi dal posto di lavoro per scendere al bar se il bagno dell’azienda è sempre sporco e in condizioni tali da non potersi sedere sul gabinetto?
Al cuor non si comanda. Ma il cuore non è l’unico organo che non accetta condizioni. I “bisognini” sono altrettanto intransigenti. Come si suol dire: “quanto scappa, scappa!”. Se poi ci si mette anche la colite hai poco di che star tranquillo: non ci sono ragioni e anche nelle peggiori condizioni si è obbligati a battere ritirata. E siccome la legge – al contrario di chi ha un mal di pancia – non si fa “scappare” nulla, anche la «pausa gabinetto» trova una sua regolamentazione, sebbene non in una norma specifica ma quantomeno nei principi generali che regolano il rapporto di lavoro. Il che significa che il capo non ti potrà mai negare di assentarti dalla scrivania se hai un’urgenza fisiologica. E del resto è obbligo dell’azienda predisporre i bagni all’interno dei locali. Ma che succede se, aprendo la porta del vespasiano, lo trovi in condizioni igieniche precarie, tali da non poterti neanche poggiare sulla tazza. In altre parole, che fare se il bagno del lavoro è sempre sporco?

La pausa gabinetto è un diritto dei lavoratori
Tra gli obblighi dell’azienda rivolti a garantire la salute e l’integrità fisica dei propri dipendenti vi sono anche quelli connessi ai luoghi fisici ove viene svolto il lavoro. In particolare, il datore deve assicurare la regolare pulizia, adeguate condizioni igieniche, l’eliminazione tempestiva degli eventuali difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori. È vietato tenere depositi di immondizie o di rifiuti e di altri materiali solidi o liquidi capaci di diffondere emanazioni insalubri, a meno che non vengano adottati mezzi efficaci per evitare molestie o danni ai lavoratori o al vicinato. È altresì preciso obbligo del datore di lavoro garantire che il bagno non sia sempre sporco. La pulizia deve essere quotidiana o, comunque, programmata secondo l’uso che si fa del servizio igienico (il che può variare anche in base al numero dei dipendenti che ne usufruiscono). La pulizia deve però essere tempestiva laddove il water dovesse essere inutilizzabile. La pulizia deve essere eseguita, per quanto possibile, fuori dall’orario di lavoro e in modo da ridurre al minimo il sollevamento della polvere dell’ambiente, oppure mediante aspiratori.
Certo, se hai la sfortuna di andare al gabinetto subito dopo il tuo collega che, la sera prima, ha imbrogliato con il cibo e magari ha esagerato coi fagioli, non ci puoi fare nulla e, tutt’al più, potrai sollecitare all’ufficio di competenza la pulizia della tazza. E se anche tu sei spinto dalla medesima urgenza, in situazioni di necessità potrai uscire e chiedere al primo bar di lasciarti usare il bagno. Tale comportamento non ti potrà mai essere opposto e, qualora ciò dovesse avvenire, hai 5 giorni di tempo dall’invio della contestazione disciplinare, per difenderti e raccogliere le prove a tuo favore. Prove che ovviamente verteranno sul pessimo igiene del bagno di lavoro cui potrai aggiungere le dichiarazioni della cassiera del locale che ti ha prestato il wc.
fonte:  https://www.laleggepertutti.it/167169_che-fare-se-il-bagno-del-lavoro-e-sempre-sporco