martedì 4 luglio 2017

Come riavere i soldi dal fisco?

Soldi versati in più rispetto a quanto richiesto? Tasse pagate ma non dovute?  Ecco come chiedere i soldi indietro al fisco.
Siamo umani e sbagliare o ricordare male può succedere, soprattutto quando ci sono di mezzo tasse e versamenti vari: può capitare, ad esempio, di versare una cifra superiore a quella effettivamente dovuta oppure di pagare una certa tassa quando, invece, non si doveva nulla. Niente paura e niente allarmismo: è possibile, infatti, riavere indietro le somma pagate ma non dovute. Vediamo, allora, come riavere indietro i soldi dal fisco. Ci renderemo conto che non è, poi, così difficile: basta fare richiesta di rimborso, in carta semplice, entro i termini previsti dalla legge tributaria e indirizzata a enti differenti a seconda del tipo di imposta pagata che si vuole riavere indietro.

Riavere i soldi dal fisco: come e cosa chiedere?

Ma come fare richiesta? Cosa scrivere nell’istanza? In sostanza, occorre spiegare le ragioni per cui si ritiene di aver diritto al rimborso: perché si è calcolato male l’importo o o perché non si è tenuto conto di un agevolazione. Chiaramente è importante provare quanto si dice. A tal fine, occorre allegare le prove dei versamenti eseguiti (ad esempio, il tagliando del bollettino che ci rilascia la Posta) o le certificazioni delle ritenute subìte.
Non è detto che la domanda di rimborso venga accolta: in questo caso, al contribuente non resta che presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente entro 60 giorni dalla comunicazione del rifiuto. Attenzione: se la domanda riguarda una somma fino a 20 mila euro, il ricorso alla Commissione Tributaria deve obbligatoriamente contenere la cosiddetta domanda di mediazione. In pratica, il contribuente, prima di rivolgersi al giudice tributario, chiede in via preliminare all’ente stesso di riesaminare l’atto attraverso il reclamo, esponendo le stesse ragioni del ricorso tributario ed accompagnando tale richiesta con una proposta di accordo (la mediazione, appunto). Se entro 90 giorni dalla presentazione della domanda non arriva alcuna risposta, la richiesta si deve intendere rifiutata e si può presentare il ricorso vero e proprio seguendo la procedura descritta in Come si fa un ricorso in Commissione Tributaria?.

Riavere i soldi dal fisco: entro quanto tempo muoversi?

L’istanza a cui si faceva riferimento deve essere presentata in tempi diversi, a seconda del tipo di tassa:
  • 5 anni per le imposte locali: ad esempio, l’Imu (la tassa sulla casa) o la Tari (la tassa sui rifiuti);
  • 4 anni per il rimborso di ritenute e versamenti di imposte dirette (quelle, cioè, che colpiscono il reddito): ad esempio, l’Irpef;
  • 3 anni per il rimborso delle imposte indirette (come quelle da pagare quando si acquista un immobile): ad esempio l’imposta di registro, di successione o quella di donazione o, ancora, l’imposta di bollo;
  • 2 anni se non specificato diversamente, come per l’Iva.
Tempi diversi a seconda del tipo di tassa

Riavere i soldi dal fisco: a chi rivolgersi?

Anche l’ente a cui indirizzare la domanda è diverso sempre in riferimento al tipo di tassa o imposta:
  • per le imposte dirette, il rimborso va chiesto all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente al momento della dichiarazione dei redditi;
  • in caso di imposte indirette la richiesta deve essere indirizzata all’ufficio dove è stato registrato l’atto o la successione;
  • se le imposte sono locali bisogna rivolgersi al Comune a cui si è versato il tributo.

Riavere i soldi dal fisco: come funziona il rimborso?

Se le ragioni del contribuente vengono riconosciute, gli sarà restituito ciò che ha ingiustamente pagato, tramite un bonifico sul conto corrente (bancario o postale), comunicando i dati con la domanda di rimborso o attraverso il canale Fisconline presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, fornendo il codice Iban.  Se, invece, questi dati mancano, il rimborso avviene in modalità diverse a seconda della cifra da restituire:
  • se è inferiore o pari a 999,99 euro l’Agenzia invita il contribuente a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale;
  • se è compresa tra 999,99 e 51.645,69 euro, il contribuente deve comunicare i dati del suo conto compilando un modello apposito e consegnandolo in Posta;
  • per gli importi superiori a 51.645,69 e per i rimborsi dei soli interessi, il rimborso avviene esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale.

Riavere i soldi dal fisco: che fare se ho versato denaro che non dovevo?

Il versamento può riguardare anche denaro che il contribuente non doveva affatto perché, magari, non ha tenuto conto di un’agevolazione: in tal caso, il termine (di due anni) per chiedere il rimborso inizia a decorrere solamente nel momento in cui il procedimento con cui il fisco verifica che effettivamente il soggetto abbia diritto all’agevolazione si conclude. Se, invece, il beneficio fiscale viene introdotto dopo aver effettuato il pagamento con una norma che vale anche per il passato (retroattiva, come si suol dire), il termine per il rimborso di quanto pagato in più scatta dalla data di entrata in vigore della nuova norma.
Può anche succedere che si paghi una certa tassa perché prevista dalla legge, legge che, dopo un po’, viene dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale: in simili ipotesi, bisogna attivarsi a partire dalla data della sentenza. Se, però, l’illegittimità viene dichiarata dalla Corte di Giustizia Europea, il termine per presentare la domanda di rimborso scatta dalla data di versamento dell’imposta.
Se il rimborso risulta già riscosso bisogna fare denuncia

Riavere i soldi dal fisco: e se qualcuno prende i soldi al posto nostro?

Se il contribuente si accorge che il vaglia o il rimborso postale risultano già riscossi ma non gli risulta di averlo mai incassato, non gli resta che fare denuncia all’autorità giudiziaria. Se si tratta di un rimborso ritirato in contanti in un ufficio postale, può rivolgersi a uno sportello dell’Agenzia delle Entrate il quale richiederà alle Poste la copia della ricevuta di riscossione del rimborso. A questo punto, bisogna controllare la firma apposta sulla quietanza: se non è la sua, può fare causa.
fonte: https://www.laleggepertutti.it/166875_come-riavere-i-soldi-dal-fisco