lunedì 3 luglio 2017

Usucapione: è possibile su terreni comunali e provincali?

Terreni di proprietà pubblica, del Comune, della Provincia, della Regione o dello Stato: l’usucapione non è possibile solo per gli immobili che rientrano nel demanio indisponibile.
Immaginiamo di aver recintato un tratto di terra che, in verità, appartiene al Comune o alla Regione, e di averlo utilizzato come se fosse nostro (ad esempio coltivandolo e sfruttandolo per i nostri scopi); o di aver asfaltato una piccola striscia di terreno pubblico e di averne fatto una strada, chiusa con un cancello, per raggiungere la nostra abitazione; o che il nostro condominio abbia messo una sbarra su un’area del Comune, adibendola a parcheggio dei proprietari degli appartamenti. Immaginiamo che tale situazione si sia protratta a lungo, per oltre 20 anni, senza che la pubblica amministrazione abbia mai rivendicato la proprietà suolo. È possibile, in questi casi, formalizzare il passaggio di proprietà dal pubblico al privato attraverso l’usucapione? In altre parole è possibile l’usucapione su terreni del Comune o della Provincia? Se è vero sicuramente il contrario – la pubblica amministrazione, infatti, a determinate condizioni può usucapire i terreni dei cittadini – il privato non ha, in genere, il potere di usucapire un terreno pubblico. Cerchiamo di capire dunque i limiti e le condizioni per il trasferimento di proprietà di un terreno dallo Stato, dalla Regione o dal Comune al cittadino privato.
 
L’usucapione – recita il codice civile [1] – non è possibile sui beni che fanno parte del demanio pubblico. Ricordiamo che l’usucapione è quel “meccanismo” in forza del quale chi utilizza un bene altrui per oltre 20 anni e lo fa come se fosse il proprio, prendendosi cioè tutte le “libertà” che competono al titolare – può esigere il trasferimento della proprietà in capo a sé di tale bene (che normalmente è un immobile: una casa, un terreno, una villa, ecc.).
Abbiamo quindi detto che, per legge, l’usucapione non può mai realizzarsi sui beni che appartengono allo Stato e costituiscono dotazione del cosiddetto «demanio pubblico indisponibile». Tale insieme di beni non possono formare oggetto di diritti di terzi anche se acquisiti per via di un uso continuativo per oltre 20 anni.
Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico:
  • il lido del mare,
  • la spiaggia,
  • le rade,
  • i porti,
  • i fiumi,
  • i torrenti,
  • i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia,
  • le opere destinate alla difesa nazionale.
Questi beni, dunque, non possono mai essere usucapiti. Una persona, ad esempio, proprietaria di una villa che affaccia su una spiaggia e che abbia recintato l’ingresso a tale spiaggia con dei cordoli non usucapisce detta striscia di terra che continua a rimanere pubblica per sempre.
Fanno altresì parte del demanio pubblico una seconda categoria di beni che, a differenza dei primi, possono essere di proprietà sia dello Stato che di Comuni e Province:
  • le strade,
  • le autostrade,
  • le strade ferrate (le rotaie dove passano i treni),
  • gli aeroporti,
  • gli acquedotti,
  • gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia,
  • le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche.
Se i beni rientranti in questa seconda categoria risultano di proprietà, anziché dello Stato, di Province o Comuni, sono ugualmente soggetti al demanio pubblico e, pertanto, anch’essi non possono mai essere usucapiti. Stesso discorso vale infine per cimiteri e i mercati comunali.

Dunque, non è possibile l’usucapione su una strada Comunale: questo vuol dire che chi mette un cancello su una via del Comune non ne diventa proprietario neanche dopo 50 anni.
Alla luce di quanto abbiamo appena detto, è possibile l’usucapione su terreni del Comune o della Provincia purché non rientranti tra quelli appena elencati e purché non asserviti a interessi pubblici. In pratica l’immobile deve rientrare nel cosiddetto «patrimonio disponibile» comunale o della Provincia o della Regione. Se, invece, l’appezzamento di terreno appartiene al «patrimonio indisponibile» del Comune o è un «bene demaniale», l’usucapione non è mai possibile, salvo intervenga un provvedimento di preventiva «sdemanializzazione». Si dovranno cioè attivare le particolari procedure previste dalla normativa in materia.

note


Fonte: https://www.laleggepertutti.it/