giovedì 20 dicembre 2012

Storie di "normale" autismo

Riporto, da facebook, una discussione intrapresa dal mio amico David Gramiccioli, conduttore di Ouverture, trasmissione radiofonica delle ore 18 su Radio Roma Capitale, che poneva la domanda, stimolante a mio modo di vedere, se una persona autistica sia normale. 

Alcuni commenti mi hanno colpito perché parlano di esperienza vissuta, fatti concreti. Li riporto così come sono stati scritti.

"allora conosco il problema, perché un amico di mio figlio ha un gemello autistico causato forse dai vaccini e quasi ingestibile, nel senso che si deve avere molta attenzione, ma sono incapaci di fare del male agli altri anzi si deve fare attenzione che non se ne facciano da soli attraversando una strada o altro nella quotidianità, a Roma non esiste nulla per le famigle che hanno questo problema, la famiglia che conosco si è divisa, la madre sta in aspettativa in Trentino dove esiste un centro che funziona e lo tengono tutto il giorno e gli fanno fare attività per stimolare le sue congizioni, il padre è rimasto qui a roma a lavorare con il figlio "normale""

"quando mio figlio morì alcuni mi dicevano: be, mi dispiace però meglio così, non era normale avrebbe avuto una vita difficile! Io ho sempre creduto che avrebbe avuto una vita normale perché ma chi stabilisce cosa sia una vita normale rispetto a cosa e rispetto a chi la società tutti belli e felici tipo tv o rispetto a me che non mi pesava affatto di assisterlo. Karim quando si svegliava sorrideva era felice di viveree qualsiasi cosa riusciva a fare era una conquista grande e importante quella era la sua vita era felice e il cosiddetto mondo dei normali non riesce a fare spazio a persone con difficoltà noi cioè cosiddetti normali non risuciamo a rendergli l'esistenza più facile quindi mi domando chi è l'anormale tra Karim e gli altri? Quali sono qui i normali quelli che rubano, i pedofili, chi fa male agli altri solo per il gusto di farlo, chi per arrivismo ti travolge. Ecco Kari non avrebbe mai fatto male anessuno avrebbe vissuto la sua vita felice ecco per me lui era normalmente speciale e dire che sia andata meglio con la sua morte è ipocrita sono le parole di chi non è capace di amore e di dare spazio alle persone speciali scusate è lungo ma non basterebbe una puntata di ouverture per spiegare la normalità speciale di un bimbo di 4 anni di nome Karim!"

Ho voluto riportare solo questi due commenti perché sono quelli che mi hanno toccato di più. Non credo sia necessario aggiungere altro.
Se volete farvi un'idea di quello che vivono tanti ragazzi disabili mentali e le loro famiglie, per una domenica lasciate stare il centro commerciale, lasciate stare quella visita a quell'amico che non vedete da tempo. Andate in un centro di riabilitazione ce ne sono tanti a Roma e nel Lazio. Se vi dice bene troverete gran pulizia, personale disponibile. Vi commuoverà l'amore e la cura con la quale questi ragazzi vengono accuditi. Ma se cercate il responsabile della struttura, fatevi raccontare di cosa sta accadendo a questi centri. Fatevi raccontare delle conseguenze che stanno per creare i tagli imposti da una sanità allo sfacelo. Questo, ripeto se vi dovesse dire bene. Se vi dovesse dire male, raccontatemi dell'odore di urina, degli urli che sentirete, della paura e del freddo che sentirete in quelle strutture che non hanno personale. Di quelle strutture in cui questi ragazzi sono abbandonati come bestie al loro destino. In cui regrediscono nelle loro capacità. Portiamo un sorriso a tutti ed una carezza e capiremo, solo guardandoli negli occhi, che sono persone come noi.