lunedì 4 maggio 2015

Pensiamo all’autistico con la valigia

La notizia della famiglia con un bambino autistico rifiutata da un B&B di Roma ha suscitato molta attenzione nei media. A iniziare dall’ottimo Redattore Sociale che l’ ha lanciata per primo è stata ripresa da tutte le maggiori testate italiane, da molti telegiornali, da radio da siti informativi on line. Non può che fare piacere che si stia maturando una maggiore sensibilità verso i problemi delle famiglie che gestiscono un soggetto con autismo, che hanno pur diritto di vivere una vita decorosa, di viaggiare, di poter essere accolte in strutture alberghiere senza essere considerate portatrici di un potenziale pericolo per la comunità.
Per questa ragione penso che la notizia debba essere considerata come un possibile spunto di riflessione, oltre che manifestare indignazione cominciamo a immaginare cosa si nasconda all’origine di questo problema: l’episodio ha rivelato un comportamento che è molto frequente, questa volta è emerso all’onore della cronaca  per puro caso: se non mi avesse chiamato l’ amico Gigi Mazzone, che aveva il piccolo in carico, nessuno se ne sarebbe accorto. Quella madre sarebbe tornata a casa sola e con il suo fardello d’ angoscia irrisolta.
Ho riportato qui sotto una serie di commenti alla notizia che ho copiato da vari siti che l’avevano riportata, compreso questo blog. Sono le voci “dissidenti” rispetto al sentimento di disapprovazione generalmente condiviso. Immagino che siano rappresentative del punto di vista di chi gestisca un esercizio, che alla fine pensi che non sia giusto che sia lui a doversi accollare gli oneri di un problema altrui. Nel caso degli autistici purtroppo ci può anche stare, anche se abominevole, perché sull’autismo persiste un’ ignoranza così diffusa e radicale che ancora mantiene in vita il pregiudizio orribile e arcaico che sia attribuibile a una “colpa”. Purtroppo sarà molto duro demolire tale pregiudizio, senza dubbio  ancora meno giustificabile quando condiviso non da ignoranti ma, purtroppo, da clinici e operatori specializzati che ancora millantano competenze in questa materia .

Qualcuno parla come leggerete di “stanze insonorizzate” (ricordando forse i manicomi) perché evidentemente non immagina altra maniera possibile per risolvere il problema dell’autismo molesto, quasi fosse l’ unico intervento corrispondente a una rampa per chi si muova in carrozzina. Invece il problema di soluzioni autism friendly andrebbe affrontato in maniera più ampia, con la collaborazione delle famiglie e delle associazioni (che in casi come questi invece se ne stanno zitte).
La domanda è secondo me chiara: è possibile pensare una campagna virtuosa per informare i vari organismi di categoria di chi gestisce esercizi di B&B della possibilità che ragazzi autistici frequentino le loro strutture? E magari segnalare quelli che hanno maggiore disponibilità a un’ accoglienza consapevole?
Premetto che il rischio sarebbe di creare nuovamente dei “luoghi designati” ai disabili, che invece dovrebbero potere alloggiare ovunque sia per loro comodo e utile. In ogni caso se si dovesse parlare di “formazione” degli operatori dovrebbe essere fatta con metodo e riconosciuta qualificazione, altrimenti il possibile “bollino di qualità” sarebbe solo una delle tante iniziative di facciata che lasciano il tempo che trovano.
Prendendomene poi anche la mia parte di carico, dovremmo anche noi genitori pensare che non è mai troppa la fatica che dobbiamo fare per abbattere i pregiudizi sui nostri figli operando attivamente e in maniera costante sul comportamento dei nostri ragazzi. Un autistico consapevolmente e debitamente trattato non rappresenta un pericolo per nessuno e tanto meno può essere considerato un potenziale disturbatore. Nel caso ci fossero comunque degli oggettivi problemi nei possibili momenti di crisi bisogna che pensiamo quale sia la miglior forma di mediazione per comunicarli e chiedere collaborazione per gestirli nella maniera migliore.
Insomma se leggete questi commenti vi farete un’ idea del lavoro che sia urgente fare per “smitizzare” l’ autistico con la valigia. L’ alternativa a restare rinchiusi in casa non potrà mai essere  quella di ingaggiare una guerra ogni volta che ci si accosta al banco di una reception. Occorre pensare con lucidità e non solo sull’onda dell’impeto per un diritto negato, occorre mettere a punto un protocollo con persone che abbiano già studiato il problema e conoscano esperienze di paesi dove sia già stato risolto. Occorre un coordinamento tra associazioni, istituzioni e strutture d’ accoglienza perché il protocollo sia accettato e condiviso.
Questa secondo me può essere la strada per evitare che episodi del genere continuino ad accadere, la prossima volta che un autistico verrà discriminato forse non farà più notizia e non bastano le campagne stampa o il coro degli incazzati per risolvere i problemi.

Commenti alla notizia sui cui occorre riflettere 

  • Non vedo la notizia! E’ diritto di qualunque esercente il poter allontanare un ospite sgradito … inoltre sentire la versione solo della parte “lesa” è un po’ troppo campanilistico
  • Il bambino piangeva a terra: anche se non fosse stato autistico avrebbe causato problemi agli altri ospiti e quindi proprietario!! Il B&B non era attrezzato per ospitarlo punto. C’è chi non ha la rampa per carrozzina, chi non ha insonorizzanti.
  • Si certo. Ovvio che non ci sono andati…perchè hanno torto. Se il disabile è pericoloso per l’incolumità altrui loro sono i primi responsabili e dovrebbero adeguarsi ed evitare certe situazioni.
  • Io ho avuto una relazione con una donna che ha un figlio autistico di 9 anni. Quello inervistato dice che non sono persone aggressive. Prende a pugni la madre e gli assistenti sociali, li copre di insulti e minaccia la sorella con un coltello non e’ aggressivita’? E questo capita ogni giorno. Personalmente mi ha dato un morso sul braccio (mentre controllavo le email) dove mi hanno dovuto dare 6 punti di sutura.
  • Vivo negli USA dove qualsiasi negozio o attivita’ ha un cartello con scritto: “We reserve the right to refuse service to anyone” cosi’ nessuno si indigna
  • Ma voi sapete cosa significa avere a che fare con un bambino autistico? Magari pensate che sia come Dustin Hoffman in “Rain Man”… No e’ come avere un malato mentale con scatti d’ira e comportamenti completamente anormali. Provate e poi mi dite…
  • Come al solito commenti di falsi moralisti. In un luogo pubblico (albergo, ristorante, scuola ecc ) tutti hanno diritto a decoro tranquillità, e incolumità. Quando questa viene meno a causa di disabili, animali, o semplicemente di individui maleducati, è giusto che questi vengano allontanati. PUNTO.
  • Voglio vedere se questi signori che danno tanto contro al gestore cosa farebbero se il figlio tornasse a casa da scuola tutti i giorni con lividi e morsi causati dal compagno di classe. Direbbero…fa niente…è un disabile ?? prima di scrivere fesserie, meglio sapere in cosa consistevano i disturbi
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  • Certo non è bello leggere certe notizie, ma certe volte bisogna dire ma, perchè i genitori, ai quali va tutta la mia vicinanza e affetto, non si sono informati prima ? Se il povero ragazzo ha atteggiamenti particolari e disturba in modo eccessivo (ovviamente non è colpa sua) bisogna mettersi anche nei panni degli altri ospiti che magari non riescono a dormire, e del titolare che viene subissato di lamentele.
  • Il proprietario del B &B ha sbagliato nei modi di accogliere i clienti e a quasi cacciarli, ma sul piano del servizio offerto ha ragione .. Infatti chi lavora nel ramo alberghiero 7 ristorazione deve tener conto delle esigenze tutti i clienti e non solo di quelli che hanno particolari problemi. insomma su 10 clienti non puoi fare torto a 8 per accontentarne 2 Io ovviamente usando toni sicuramente più cortesi e magari cercando alloggio da qualche collega avrei fatto lo stesso
  • Gestisco un B&B qui a Roma. Non si tratta di una edificio isolato ma di un appartamento in un condominio il cui regolamento ne disciplina anche la quiete in alcune fasce orarie. Quando mi capitano ospiti “eccessivamente rumorosi” cerco di intervenire gentilmente per evitare che i condomini chiamino i carabinieri.
  • Ho un profondo rispetto per l’autismo, ma un bambino che ne è soggetto non è facilmente gestibile dal punto di vista della quiete. Quindi se il gestore non se la sente di affrontare i problemi condominiali (a fronte di un guadagno economico), non dovrebbe accettare la prenotazione nè la relativa caparra dato che trattasi di vincolo contrattuale.
  • Noi italiani…pronti a dare addosso a tutti. Gestisco anche io un bed & breakfast a Padova e purtroppo quando un bambino piange in una camera e disturba il sonno degli altri ospiti il mattino dopo mi trovo sempre a dovermi scusare e fare sconti su quanto mi è dovuto. Piu di una volta mi è capitato di avere recensioni negative e che mi hanno portato perdite economiche non trascurabili.
  • Il gestore ha forse cercato di mettersi al riparo dalle ire delle persone che non accettano che il loro sonno venga disturbato.
  • Io non me la sento di accusare solo il gestore ma anche tutte le altre persone che infangano il nome di un B&B solo perché un bambino ha disturbato il loro sonno.
  •  Non credo si debba demonizzare il gestore della struttura, pero’ se e’ vero che ha reaggito ad un potenziale problema concreto di insonorizzazione, lo ha fatto in maniera sbagliata , magari per mancanza di formazione al mestiere che svolge. Se vi fosse stato davvero un problema di insonorizzazione tale da impedire al gestore di ospitare questi clienti in possesso di regolare prenotazione , la procedura piu’ corretta da un punto di vista professionale ma anche umano, sarebbe stata quella di fare accomodare la mamma ed il figlio temporaneamente nella stanza e fare un rapido giro di telefonate per il cliente , trovare una struttura alternativa , piu’ simile possibile per prezzo, ubicazione e caratteristiche. Il piccolo “plus” da un punto di vista servizio cliente sarebbe stato quello di offrire la copertura di un eventuale differenza di tariffa, in quanto in nessun caso e colpa della signora se la struttura non é insonorizzata. L’ospitalità non é un mestiere come gli altri per farlo bene ci vuole tanta professionalità e passione. Speriamo questa esperienza certo solo negativa per la famiglia di Rimini , possa insegnare qualcosa a questo ed altri gestori di strutture ricettive.